Venerdì, 19 Settembre 2014 17:08

La mappa e il territorio

La mappa non è il territorio.

Si tratta di un concetto molto usato nel mondo della PNL e del Coaching, nel counseling e nelle psi, formulato da Alfred Korzybski, una delle meravigliose menti vissute a cavallo tra fine ‘800 e inizio ‘900 e famoso per aver sviluppato le General Semantics. Per dirla in modo molto semplice (se mi leggesse, si rivolterebbe nella tomba!): l’astrazione che facciamo di qualcosa non è la cosa in sé. In altre parole, confondiamo i modelli della realtà che ci siamo costruiti con la realtà stessa.

Questo concetto mi ha accompagnato tanto quest’estate nella mia vacanza a San Francisco con la mia famiglia. Ho vissuto in quella città per quasi otto anni, dal 1993 al 2000, dai 24 ai 31 anni, single, con lavori ben remunerati, libera, felice. E’ stata una tappa importantissima della mia vita, dove ho imparato a conoscere e amare me stessa. Qualsiasi cosa andava bene, tutto mi piaceva e, come si dice in Perù, conoscevo la città come il palmo della mia mano.

Adesso, dopo 13 anni e una famiglia al mio attivo, fierissima di mostrare questa meravigliosa realtà alle nostre figlie, ho vissuto questa frase over and over again, ancora e poi ancora. Quello che io ricordavo non c’era più. Là dove pensavo di dover girare a destra c’era un senso unico, il negozio che cercavo di qua era di là, il clima è stato orrendo e gestire la macchina in città un incubo!

Non solo, io ero CONVINTA che fosse come me lo ricordavo e quindi lì doveva esserci l’uscita e là il negozio. Vuoi per la mia testardaggine, vuoi per questi scherzi che ci fa la mente!

Come dice Gilbert in “Stumbling into Happiness”, e come scrivo anch’io nel mio libro “Crea te Stessa”, se la tua mente pensa che qualcosa è vero, è vero! Le immagini che ci creiamo nel nostro cervello ci fanno sentire bene o male. Per questo è meglio fare pensieri belli piuttosto che brutti!

Sei tu che gestisci i tuoi pensieri, quindi tanto vale che ti facciano sentire bene!

Ricordati che la mappa non è il territorio… quante volte ci impuntiamo sulle nostre idee, che spesso e volentieri sono solo nella nostra mente. Eppure il territorio è tutt’altro.

Io, quando vivevo a San Francisco, ero innamorata di quella città e della mia vita in quella città, quindi ricordavo tutto bello. Vedevo tutto rosa, eppure non era proprio così. Cancellavo tutto quello che non andava bene e tenevo solo le cose positive. È anche la differenza tra memoria ed esperienza, ma qui potrei aprire tutto un altro discorso.

Quello che vorrei condividere con te oggi è: spesso e volentieri quello che noi ricordiamo non è andato proprio come lo ricordiamo. Tante volte chiudiamo porte e non diamo spazio a relazioni solo perché ci impuntiamo su una cosa che è solo nella nostra testa, eppure c’è tutto un territorio da esplorare.

Dopo aver capito una, due volte che la realtà non era come la immaginavi o volevi, il modo migliore per esplorarla è con CURIOSITA’. Con la curiosità di scoprire cosa mi fa stare bene e cosa non mi aiuta a stare bene.

Per ogni persona c’è tutto un territorio da scoprire dietro la realtà che vediamo, come dietro ogni città, ogni azienda, ogni cultura.

Dietro ogni nostro ricordo, c’è una cornice che lo contiene. Raccogliendo informazioni e CONOSCENDO meglio il territorio di quel ricordo possiamo cambiare il significato di quel ricordo e questo ci farà sentire meglio!   

Ho conosciuto di più il territorio avendo cambiato anche il mio di territorio. Sono tornata in un posto che amo dopo 13 anni, e per di più in veste di moglie e mamma. Sono riuscita a farmi portare via la macchina con il carro attrezzi, sono entrati a rubare in una delle case dove ci siamo fermati e l’estate è il periodo più freddo dell’anno, ma sono sempre innamorata della mia meravigliosa San Francisco!

Due settimane fa mi sono trasferita in una bella città italiana che non vedo l’ora di scoprire, e con lei, le persone e storie che creerò qui.

Tu cosa hai ancora da scoprire nel tuo territorio?

Ti auguro buon divertimento e buone scoperte!

Nancy 

Pubblicato in Italiano
Venerdì, 07 Marzo 2014 10:18

Ti merita?

Molti anni fa, quando vivevo a San Francisco, andavo ogni tanto a trovare mio fratello Gerry che viveva a Los Angeles. Lui aveva un vicino, Alan, che viveva in una piccola casa sotto la sua e ovviamente tutte le volte che andavo lo incontravo.

Ogni volta che ci vedevamo era un nuovo capitolo: il lavoro, l'amore, la città, i viaggi e le attività.

In uno di questi viaggi arrivai innamorata, innamoratissima.

Una storia molto divertente per Alan!

Dopo avergli raccontato la storia ed alcuni dettagli, mi fece una domanda che mi rimase impressa per il resto della mia vita: ti merita?

Plop! Mi fece riflettere!

In quel caso la risposta era si, però molte altre volte sarebbe stato no, solo che non me lo ero mai domandata e finivo così coinvolta in relazioni e situazioni che non erano l'ideale per me.

Situazioni e persone che non mi meritavano.

Quanto tempo e volte avrei evitato di avere il cuore spezzato!

 

Ti meritano le persone e le situazioni che ti stanno attorno?

Permettimi di farti una domanda un po’ più scomoda:

Ti meriti di essere felice?

Meriti di avere una relazione felice?

Meriti di avere molto denaro e di spenderlo come ti pare?

Meriti di essere amata?

La persona più importante che deve meritare il tuo amore sei proprio tu.

Questo è il punto di partenza e la ragione per la quale tante persone non si permettono di essere felici.

Lo vedo spesso con le persone con le quali ho l'onore di lavorare.

La cosa bella è che basta darsi il permesso di meritare la felicità e questa arriva da sola e rapidamente!

Per felicità intendo quello che per ognuno rappresenta la felicità.

Ognuno ha la sua, e ogni giorno cambia in relazione a come cambiamo noi come individui.

Per questo è molto importante che lo standard di valutazione sia il proprio.

Noi donne tendiamo molte volte a dare per sentirci bene o per soddisfare le aspettative degli altri. Di conseguenza facciamo automaticamente delle cose che non necessariamente ci fanno sentire bene.

E poi siamo obbligate a fare i conti con noi stesse.

Ritorno sempre ad uno dei miei punti fondamentali.

Quando hai chiaro chi sei, quello che ti rende felice e cosa vuoi, è molto più facile sapere quando una relazione o una situazione ti merita.

In ogni modo, non fa mai male, prima di dare il tuo amore, tempo o quello che sia, fare un controllo: "Mi merita?” o “lo merita?”

Ti ringrazio per aver letto, è un onore per me meritare il tuo tempo!

Pubblicato in Italiano
Venerdì, 14 Febbraio 2014 11:44

Amarsi un po'

Essere innamorati ci fa sentire così bene! Spesso, quando ci innamoriamo, i problemi che ci hanno perseguitato per tanto tempo sembrano tutto a un tratto svanire. Qualcosa di meraviglioso assorbe tutta la nostra attenzione e loro se ne stanno buoni buoni in un cantuccio.

Innamorarsi è una cosa meravigliosa e può segnare l’inizio di una vera e propria storia d’amore, ma un rapporto duraturo non è frutto del caso, va coltivato. Erich Fromm lo definiva “un atto della volontà”, una capacità che si acquisisce. Se non impari come fare ad amare, è quasi certo che la tua relazione è destinata a dissolversi. È come avere un orto: se lo trascuri, le piante muoiono.

Ecco alcuni suggerimenti che ritengo necessari per alimentare l’amore e farlo crescere:

Esserci Uno degli ingredienti principali dell’amore è la presenza. Ma con questo non intendo solo stare fisicamente con un’altra persona, bensì dedicarle la tua totale attenzione quando sei con lei. Significa capire i suoi sentimenti ed essere consapevole dei suoi bisogni. Significa ascoltarla non solo con le orecchie ma, quel che più conta, con il cuore.

ComprensioneLe nostre azioni hanno quasi sempre una causa ben precisa. Una volta capito questo, possiamo essere molto più comprensivi e amorevoli. Spesso i comportamenti negativi, sia negli adulti sia nei bambini, dipendono dal fatto di non sentirsi amati in modo adeguato. Se riusciamo a capire realmente chi abbiamo di fronte e quali sono i suoi bisogni, siamo in grado di dargli quello che gli serve. Se non riusciamo, proviamo a dirglielo, così anche l’altro si renderà conto che lo capiamo.

Accettare le responsabilitàSe vogliamo restare innamorati, è assolutamente necessario che ognuno di noi si prenda la responsabilità di risolvere i propri conflitti interiori. Non possiamo cambiare il modo in cui siamo cresciuti, ma dipende solo da noi porre rimedio agli effetti negativi che il nostro vissuto esercita sul presente.

Quindi, come dico spesso, se vuoi una cosa, sei tu che devi farla o darla per primo.

Se sei felice, molto probabilmente lo sarà anche il tuo compagno o la tua compagna!

Il sesso non basta. Per gran parte delle coppie il sesso è molto importante per tenere viva la relazione, ma l’amore è ben più di un rapporto fisico. È anche un rapporto emotivo. Se un uomo ignora i bisogni emotivi della moglie e si aspetta un coinvolgimento a letto, è destinato alla frustrazione. Il sesso inizia in cucina alle sei, non in camera da letto alle dieci. Una relazione fisica duratura è il risultato di una relazione emotiva sana e solida.

Dall’altra parte, una moglie che non dimostra alcun interesse per la vita del marito fuori casa, rimane letteralmente sconvolta quando scopre che per una delle ragazze più giovani dell’ufficio non è così. Molti uomini (e anche donne) che si fanno coinvolgere in un rapporto extra-coniugale, non lo fanno tanto per motivi legati al sesso, se non per la ricerca di una compagnia – di qualcuno che stia ad ascoltare e li faccia sentire importanti e stimati.

ROMANTICISMOHo letto la storia di una donna sposata da 25 anni. Un giorno, mentre era in giardino, aveva visto lo sposino che abitava nella casa di fronte rientrare dal lavoro. La moglie si era precipitata fuori dalla porta per salutarlo ed erano rimasti lì abbracciati per un sacco di tempo.

La donna in questione ha imparato la lezione. La sera, quando il marito è rientrato dal lavoro, ha fatto come la sua vicina. Tutti questi piccoli gesti romantici ripagano abbondantemente gli sforzi fatti.

Uomini, non dimenticate che a noi donne piace, di tanto in tanto, ricevere una rosa o altre “piccole cose” che ci fanno sentire importanti e amate. Donne, anche agli uomini piace ricevere qualche piccola attenzione: un messaggino a metà mattina, un nuovo completino intimo da provare la sera stessa.

Il consiglio migliore per tenere vivo il romanticismo? Avere una storia…con il proprio partner!

IMPEGNO L’amore duraturo è l’impegno di una persona imperfetta nei confronti di un’altra persona imperfetta. Questo significa che, succeda quel che succeda, ho scelto di dedicarmi a te e alla tua crescita. Sarò quello che avrai bisogno che io sia – e non necessariamente quello che vorrai che io sia. Se desideri che io sia amorevole e affettuosa, sarò amorevole e affettuosa. Ma se per crescere avrai bisogno che io sia dura e intransigente, allora sarò dura e intransigente. Pur nei limiti delle mie imperfezioni, farò sempre il possibile per essere e fare ciò che è meglio per la tua crescita e per la nostra crescita come coppia e famiglia.

Spiritualità - L’amore non è solo fisico ed emotivo, l’amore è anche spirituale. Il sociologo Steven Nock dell’università della Virginia, ad esempio, ha studiato il legame tra religione (la sfera spirituale) e famiglia ed è giunto alla seguente conclusione: le coppie che coltivano la dimensione spirituale in modo regolare hanno il 42% di probabilità in più di restare sposate rispetto a quelle che non praticano.

Non basta andare in chiesa o meditare insieme per avere un matrimonio felice. È l’impegno che fa la differenza. Il fatto di sentirsi parte di una cosa che va oltre se stessi. Le persone sinceramente impegnate in un cammino di fede hanno il 23% di possibilità in più di vivere un matrimonio “molto felice” rispetto a quelle che non lo sono.

So che questo articolo è più lungo del solito, ma sto parlando di amore!

L’amour, toujours l’amour… Potrei scrivere pagine e pagine!  

Con amore e tanta gratitudine,

Nancy

Pubblicato in Italiano