Domenica, 08 Marzo 2015 08:12

Il mio augurio per le Donne

Io faccio il lavoro che faccio perché lo adoro, ci credo e sono convinta che, nel nostro piccolo, noi Donne possiamo cambiare il mondo!

Lo possiamo cambiare essendo ed esprimendoci al nostro massimo. Senza lotte né scontri, solo essendo chi sappiamo di poter essere con pazienza, amore e restando centrate con il nostro essere e la nostra anima.

Per le Donne che facciamo anche le mamme, questo vale ancora di più perché noi siamo creatrici di persone. Persone che, se hanno l’ispirazione giusta, diventano persone forti, serene e felici, che a loro volta aiutano a creare altre persone forti, serene e felici.

Noi non abbiamo idea di quanto i nostri figli ci guardino e ci ascoltino. Non è solo quello che diciamo, ma soprattutto quello che SIAMO, quello in cui CREDIAMO e quello che VOGLIAMO. Sanno cosa ci appassiona e ci motiva, senza che lo diciamo. 

Secondo me, il miglior modo per vivere la propria femminilità e l’essere Donna al 100% consiste nel rispettare davvero chi siamo e cosa vogliamo. Vivere in linea con i propri standard e non accettare compromessi.

E nel giorno in cui si festeggia la Donna, è questo che ti auguro:

Che tu viva la tua vita in linea con i tuoi standard e che tu sia chi vuoi essere TU.

Felice festa della Donna!

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Martedì, 15 Aprile 2014 12:13

Arrenditi e lascia giocare la tua bambina!

Per arrenditi intendo alla perfezione, a voler finire tutto entro sera, a poter mangiare un po’ di più qualche giorno, a non essere pettinata alla perfezione.

Ma più che la fase dell’arresa, vorrei che ci focalizzassimo sul giocare!

Sicuramente vivi in un ambiente dove tutto gira intorno al fare e produrre. È così facile continuare a dire di SI a tutto e tutti. Io in questo periodo mi sento non stanca, esausta! E l’unica informazione che quella sensazione mi da è: FERMATI!

Non posso non farlo, perché mi è arrivato un messaggio chiaro e tondo, ma mi rendo conto che se fosse per me andrei avanti all’infinito.

Quante volte non ascoltiamo questa informazione? Tante. E sapete perché?

     1.Perché tante volte non sappiamo neanche come passare il tempo libero. Ci siamo dimenticate di giocare. Se siamo abituate a uscire dell’ufficio alle 8 di sera per andare cotte a casa a mangiare, guardarci qualcosa in tv e poi a nanna, il giorno che decidiamo di finire presto per avere tempo per giocare, cosa faccio?

“Oops…non lo so!”

E così, continuo a fare quello che è sicuro e comodo, anche se non mi fa bene. È solo questione di abitudine l’andare avanti a fare quello che facciamo, uno schema che ripetiamo e ripetiamo. L’unico modo per cambiarlo e trovare alternative che siano più divertenti e “fare giocare la bambina”!

2.Perché fa figo essere full! Se uno ti chiede: “Come va?”, e tu rispondi: “Benissimo grazie! Oggi sono riuscita a fare anche un riposino dopo la palestra. Meno male che avevo già sistemato tutto a casa per la cena questa sera quindi posso finire il lavoro che ho da consegnare al cliente”, cosa fa la tua interlocutrice? Pensa dentro di sé che sei finta e fai la perfettina. Certo che sto generalizzando, non va sempre così, ma il consenso sociale va più o meno su questa strada e quindi, pur di non sentirci giudicate, giochiamo il gioco degli altri per starci dentro.

E ancora una volta ci comportiamo come gli altri si aspettano, non come vogliamo noi!

Questo non rispetta chi siamo e vogliamo noi e non va di certo verso la strada per CREARE TE STESSA.

La strada per creare te stessa è:

  1. Ricorda di metterti al centro del tuo sistema e chiederti: “Cosa voglio fare IO?”·
  2. Cosa ti diverte fare? Como puoi giocare di più? E fallo! Una cosa alla volta. Anche solo un pranzo con una amica, fare una camminata da sola, prenderti un week-end  a fare la turista spensierata, ballare, cantare, anything. Non dev’essere una cosa impegnativa, anche una piccola azione va bene.
  3. Impara a dire di no dove ti senti di dichiarare i tuoi confini, e dire di si a quello che ti fa bene e meriti.Anche perché quando sei riposata e hai giocato, sei molto più produttiva e presente!

Se ti va, condividi sulla mia pagina di facebook, come stai giocando e creando te stessa…magari puoi ispirare tante altre persone!

Buon gioco e felice Pasqua!

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Venerdì, 07 Marzo 2014 10:18

Ti merita?

Molti anni fa, quando vivevo a San Francisco, andavo ogni tanto a trovare mio fratello Gerry che viveva a Los Angeles. Lui aveva un vicino, Alan, che viveva in una piccola casa sotto la sua e ovviamente tutte le volte che andavo lo incontravo.

Ogni volta che ci vedevamo era un nuovo capitolo: il lavoro, l'amore, la città, i viaggi e le attività.

In uno di questi viaggi arrivai innamorata, innamoratissima.

Una storia molto divertente per Alan!

Dopo avergli raccontato la storia ed alcuni dettagli, mi fece una domanda che mi rimase impressa per il resto della mia vita: ti merita?

Plop! Mi fece riflettere!

In quel caso la risposta era si, però molte altre volte sarebbe stato no, solo che non me lo ero mai domandata e finivo così coinvolta in relazioni e situazioni che non erano l'ideale per me.

Situazioni e persone che non mi meritavano.

Quanto tempo e volte avrei evitato di avere il cuore spezzato!

 

Ti meritano le persone e le situazioni che ti stanno attorno?

Permettimi di farti una domanda un po’ più scomoda:

Ti meriti di essere felice?

Meriti di avere una relazione felice?

Meriti di avere molto denaro e di spenderlo come ti pare?

Meriti di essere amata?

La persona più importante che deve meritare il tuo amore sei proprio tu.

Questo è il punto di partenza e la ragione per la quale tante persone non si permettono di essere felici.

Lo vedo spesso con le persone con le quali ho l'onore di lavorare.

La cosa bella è che basta darsi il permesso di meritare la felicità e questa arriva da sola e rapidamente!

Per felicità intendo quello che per ognuno rappresenta la felicità.

Ognuno ha la sua, e ogni giorno cambia in relazione a come cambiamo noi come individui.

Per questo è molto importante che lo standard di valutazione sia il proprio.

Noi donne tendiamo molte volte a dare per sentirci bene o per soddisfare le aspettative degli altri. Di conseguenza facciamo automaticamente delle cose che non necessariamente ci fanno sentire bene.

E poi siamo obbligate a fare i conti con noi stesse.

Ritorno sempre ad uno dei miei punti fondamentali.

Quando hai chiaro chi sei, quello che ti rende felice e cosa vuoi, è molto più facile sapere quando una relazione o una situazione ti merita.

In ogni modo, non fa mai male, prima di dare il tuo amore, tempo o quello che sia, fare un controllo: "Mi merita?” o “lo merita?”

Ti ringrazio per aver letto, è un onore per me meritare il tuo tempo!

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Venerdì, 14 Febbraio 2014 11:44

Amarsi un po'

Essere innamorati ci fa sentire così bene! Spesso, quando ci innamoriamo, i problemi che ci hanno perseguitato per tanto tempo sembrano tutto a un tratto svanire. Qualcosa di meraviglioso assorbe tutta la nostra attenzione e loro se ne stanno buoni buoni in un cantuccio.

Innamorarsi è una cosa meravigliosa e può segnare l’inizio di una vera e propria storia d’amore, ma un rapporto duraturo non è frutto del caso, va coltivato. Erich Fromm lo definiva “un atto della volontà”, una capacità che si acquisisce. Se non impari come fare ad amare, è quasi certo che la tua relazione è destinata a dissolversi. È come avere un orto: se lo trascuri, le piante muoiono.

Ecco alcuni suggerimenti che ritengo necessari per alimentare l’amore e farlo crescere:

Esserci Uno degli ingredienti principali dell’amore è la presenza. Ma con questo non intendo solo stare fisicamente con un’altra persona, bensì dedicarle la tua totale attenzione quando sei con lei. Significa capire i suoi sentimenti ed essere consapevole dei suoi bisogni. Significa ascoltarla non solo con le orecchie ma, quel che più conta, con il cuore.

ComprensioneLe nostre azioni hanno quasi sempre una causa ben precisa. Una volta capito questo, possiamo essere molto più comprensivi e amorevoli. Spesso i comportamenti negativi, sia negli adulti sia nei bambini, dipendono dal fatto di non sentirsi amati in modo adeguato. Se riusciamo a capire realmente chi abbiamo di fronte e quali sono i suoi bisogni, siamo in grado di dargli quello che gli serve. Se non riusciamo, proviamo a dirglielo, così anche l’altro si renderà conto che lo capiamo.

Accettare le responsabilitàSe vogliamo restare innamorati, è assolutamente necessario che ognuno di noi si prenda la responsabilità di risolvere i propri conflitti interiori. Non possiamo cambiare il modo in cui siamo cresciuti, ma dipende solo da noi porre rimedio agli effetti negativi che il nostro vissuto esercita sul presente.

Quindi, come dico spesso, se vuoi una cosa, sei tu che devi farla o darla per primo.

Se sei felice, molto probabilmente lo sarà anche il tuo compagno o la tua compagna!

Il sesso non basta. Per gran parte delle coppie il sesso è molto importante per tenere viva la relazione, ma l’amore è ben più di un rapporto fisico. È anche un rapporto emotivo. Se un uomo ignora i bisogni emotivi della moglie e si aspetta un coinvolgimento a letto, è destinato alla frustrazione. Il sesso inizia in cucina alle sei, non in camera da letto alle dieci. Una relazione fisica duratura è il risultato di una relazione emotiva sana e solida.

Dall’altra parte, una moglie che non dimostra alcun interesse per la vita del marito fuori casa, rimane letteralmente sconvolta quando scopre che per una delle ragazze più giovani dell’ufficio non è così. Molti uomini (e anche donne) che si fanno coinvolgere in un rapporto extra-coniugale, non lo fanno tanto per motivi legati al sesso, se non per la ricerca di una compagnia – di qualcuno che stia ad ascoltare e li faccia sentire importanti e stimati.

ROMANTICISMOHo letto la storia di una donna sposata da 25 anni. Un giorno, mentre era in giardino, aveva visto lo sposino che abitava nella casa di fronte rientrare dal lavoro. La moglie si era precipitata fuori dalla porta per salutarlo ed erano rimasti lì abbracciati per un sacco di tempo.

La donna in questione ha imparato la lezione. La sera, quando il marito è rientrato dal lavoro, ha fatto come la sua vicina. Tutti questi piccoli gesti romantici ripagano abbondantemente gli sforzi fatti.

Uomini, non dimenticate che a noi donne piace, di tanto in tanto, ricevere una rosa o altre “piccole cose” che ci fanno sentire importanti e amate. Donne, anche agli uomini piace ricevere qualche piccola attenzione: un messaggino a metà mattina, un nuovo completino intimo da provare la sera stessa.

Il consiglio migliore per tenere vivo il romanticismo? Avere una storia…con il proprio partner!

IMPEGNO L’amore duraturo è l’impegno di una persona imperfetta nei confronti di un’altra persona imperfetta. Questo significa che, succeda quel che succeda, ho scelto di dedicarmi a te e alla tua crescita. Sarò quello che avrai bisogno che io sia – e non necessariamente quello che vorrai che io sia. Se desideri che io sia amorevole e affettuosa, sarò amorevole e affettuosa. Ma se per crescere avrai bisogno che io sia dura e intransigente, allora sarò dura e intransigente. Pur nei limiti delle mie imperfezioni, farò sempre il possibile per essere e fare ciò che è meglio per la tua crescita e per la nostra crescita come coppia e famiglia.

Spiritualità - L’amore non è solo fisico ed emotivo, l’amore è anche spirituale. Il sociologo Steven Nock dell’università della Virginia, ad esempio, ha studiato il legame tra religione (la sfera spirituale) e famiglia ed è giunto alla seguente conclusione: le coppie che coltivano la dimensione spirituale in modo regolare hanno il 42% di probabilità in più di restare sposate rispetto a quelle che non praticano.

Non basta andare in chiesa o meditare insieme per avere un matrimonio felice. È l’impegno che fa la differenza. Il fatto di sentirsi parte di una cosa che va oltre se stessi. Le persone sinceramente impegnate in un cammino di fede hanno il 23% di possibilità in più di vivere un matrimonio “molto felice” rispetto a quelle che non lo sono.

So che questo articolo è più lungo del solito, ma sto parlando di amore!

L’amour, toujours l’amour… Potrei scrivere pagine e pagine!  

Con amore e tanta gratitudine,

Nancy

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Oggi mi fanno male tutti i muscoli del corpo, ed è uno dei dolori più belli!

Il bellissimo dolore di aver sconfitto la pigrizia e aver cominciato ad andare in palestra.

Non avevo scuse. Sì… le classiche… mancanza di tempo, troppo lavoro, bla, bla, bla…

L’unico modo per non avere questa lotta interna è decidere e cominciare a fare qualcosa. Qualsiasi cosa, anche una sola piccola cosa, ma fare qualcosa che porti verso quello che vuoi e che farà andare via il disagio per non averlo fatto.

Se parliamo di muovere il corpo, può bastare fare un giro dell’isolato o andare a piedi a comprare il pane o le sigarette. Nel caso della dieta, eliminare UNA cosa sola dalla tua dieta. Nel caso di trovare lavoro, darti come obiettivo di inviare ‘x’ curriculum al giorno, o aggiornare il tuo profilo di linkedin, o dedicare un’ora al giorno a fare ricerca sul web.

Una cosa alla volta, ma devi partire! Poi ti sentirai benissimo, felice, soddisfatta.

Non lasciarti influenzare dalle persone che si lamentano o ti incitano a procrastinare perché fa comodo a loro.

Come spiega l’autore William Knaus nel suo libro “End procrastination now”, quando siamo di fronte a qualcosa che ci crea la minima scomodità, con tutta probabilità cercheremo di deviare da quel compito. Knaus rappresenta questo impulso come un truffatore che è seduto sulla tua spalla e ti offre diverse scuse e alternative per non fare quello che dovresti. Alla fine ti convince che “domani avrai più voglia di farlo”.

Il fatto è che poi, domani, ti sentirai ancora in colpa o sotto pressione e questo ti toglierà la motivazione per farlo. E’ un circolo vizioso.

La chiave è avere un atteggiamento CONSCIO nei confronti di questo processo. Sei tu che guidi i tuoi pensieri, sentimenti e azioni, e quindi puoi unire i puntini. Così facendo, otterrai maggiore consapevolezza di te stessa.

E questa è la prima cosa per creare dei cambiamenti nella tua vita.

La seconda cosa, come ti dicevo prima, è cominciare!

Sai cosa ho fatto io per assicurarmi di fare attività fisica?

Mi sono impegnata con un personal trainer una volta alla settimana. Una volta sola, ma almeno sono sicura di farlo. So che una volta alla settimana riesco ad andare.

Avere un personal trainer era una delle cose che criticavo pensando che fosse uno spreco di soldi, e se davvero volevo allenarmi, andavo in palestra o a giocare tennis, punto. Be’, anche in questo caso mi sono ricreduta. Per me in questo momento non è uno spreco di soldi, è un investimento sulla mia salute.

Era un obiettivo che mi ero posta nel 2013 e non avevo raggiunto come avrei voluto e quindi è diventato ancora più importante nel 2014.

Cosa è successo da quando ho cominciato ad andare ad allenarmi da lui? Mi sento meglio con me stessa. Sento più energia e quindi mi viene più voglia di fare anche le altre cose. Dove posso, cammino invece di guidare, salgo le scale, e al mattino mi metto a ballare quando sveglio le mie figlie per andare a scuola (ricetta sicura per farle ridere e quindi svegliarsi!).

Hai una cosa che dovresti fare ma non stai facendo? DECIDI di affrontarla.

Basta solo cominciare!

In bocca al lupo e a presto!

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Martedì, 26 Novembre 2013 13:14

Donne non si nasce, si diventa

Giovedì scorso, il 21 novembre, sono stata parte di un evento che ha organizzato la azienda Azimut rivolto alle Donne. Io ero una delle partner insieme ad altre cinque straordinarie figure.

La serata aveva come scopo, “coccolare” le loro clienti e far passare loro una serata piacevole e divertente. C’erano una stilista, una gemmologa, una personal shopper, e altre due che non sono neanche riuscita a conoscere!

Io, come Life Coach, ho invitato le persone che sono venute a creare il loro collage. Una delle tecniche che uso con quasi tutti i miei clienti perché funziona benissimo ed è divertente!

Ad aprire le danze alle 18:20 e mettere mani all’opera sono stati due uomini. Poi da li, il tempo è volato tra racconti e ritagli!

Sono rimasta soddisfattissima dell'entusiasmo e il coinvolgimento delle donne.

Quando lo fanno i miei clienti, che mi conoscono, è un conto. C’è già una relazione, una cornice, una storia. Giovedì ho però confermato per l’ennesima volta come le persone hanno la creatività e la voglia di esprimere chi sono, a portata di mano. È li pronta per uscire!

Una delle belle cose è che all’inizio le partecipanti sembravano confuse vedendo altre facendo il collage ma una volta che capivano l’idea, facevano il clic e partivano. E’ Una delle tecniche che uso di più, perché il collage è un insieme di immagini, disegni, materiale, adesivi, parole, qualsiasi cosa tu voglia, che rappresentino cosa ti piace e chi sei tu.

Sfogli tra le riviste, e scegli le cose che ti piacciono… tutto li!”

Quest’opera diventa il tuo nord durante i momenti difficili e ti aiuta a ricordare chi sei veramente rendendo tutto più relativo.

Come diceva Simone de Beauvoir, novellista e filosofa francese: “Donna non si nasce, lo si diventa.”

È stato bellissimo vedere queste donne di successo, professioniste di alto livello, concedersi uno spazio per giocare, sognare, ridere e mettersi in gioco. “Ritagliarsi” uno spazio dove lasciarsi trasportare delle emozioni, dalla pancia e del cuore,

e creare un cerchio dove condividere. Una volta questi cerchi erano quelli dove si faceva a maglia o si cucinava.

Giovedì, creavano se stesse!

E’ in questi momenti che uno diventa Donna.

Chi ha avuto CUOR-aggio, ha accettato il mio invito a farlo dopo aver pensato, “perché no?

Devo solo pensare a cosa mi piace, a chi sono io e cosa voglio”. Facile no?

Questo è uno dei modi per creare e ricreare te stessa giorno dopo giorno ricordandoti chi sei e cosa vuoi. Poi il “come” arriva…fidati di me!

Sono molto felice di continuare a espandere il mio sogno. Il sogno di creare un meraviglioso cerchio di donne dove ci si aiuta e ci si diverte.

Quindi grazie, grazie di cuore alle meravigliose donne che hanno fatto parte di questa bellissima serata.

Fino alla prossima volta che ci incontreremo…vi abbraccio e auguro una bella settimana!

 

 

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Giovedì, 14 Novembre 2013 17:56

Dolori della crescita

Si dice che uno tende a sotto valutare quello che può fare in una vita e sopravalutare quello che può fare in un anno. 

Quanto è vera questa frase!

Sto vivendo le cose che anni fa segnavo nei miei obiettivi. Cose che sognavo.

Concetti che senti, ma non vedi. Cose che sembravano così intangibili, diventano tangibili.

Più passano gli anni, più sposo il concetto che TUTTO TORNA.

Si, tutto torna.

Dico nel senso positivo, e purtroppo anche nel senso negativo.

La bellezza di avere amicizie che durano una vita con persone che magari non vedi per 20, 30 anni e poi quando le ritrovi ti rendi conto che ora la relazione è ancora più forte e più vera di prima.

La soddisfazione di ricevere la chiamata di una persona che un giorno anni fa, ti sentì in un corso e le tue parole i tuoi concetti le rimassero impresi. Talmente impresi che quando diventa direttore in un’altra azienda ti chiama per un evento importante.

La fierezza di vedere le tue figlie (anche se le mie ancora piccole) muoversi nel mondo con fiducia, sicurezza e gentilezza.

La serenità di riconoscere ai propri genitori quanto ti hanno dato e fatto per te.

Dall’altro canto, arrivano anche i “growing pains” li chiamano gli americani. Dolori della crescita. E sono davvero dolori.

Atteggiamenti, delusioni che non ti aspetti. A me è successo e succede ancora,  ma come tutto, mi sta servendo come grande lezione.

Alcune persone festeggiano e sono davvero felici con e per me.

Altre? Altre invece tutto il contrario.

E questa è la cosa che più mi rattrista.

Mi rattrista il fatto che smetto di essere me stessa con alcune persone. La dove potrei aiutarle o supportarle, non lo faccio più, non lo farò più.

Al punto che non racconto più ad alcune persone le cose che faccio o voglio fare. Non sono in grado di gestirlo e ne anch’io.

Ci ho messo un po’, troppo, per arrivarci, ma anche questa è una grande lezione di vita per me e tante altre persone con le quali lavoro e conosco.

E’ che uno vorrebbe che le persone alle quali vogliamo bene, siano felici come noi dei traguardi che raggiungiamo o i cambiamenti che ci prefissiamo. Ma purtroppo non è sempre così.

Le nostre aspettative vengono totalmente troncate!

Le solite aspettative che ci fanno fare tutto da soli. Ci aspettiamo, non accade, rimaniamo deluse. E spesso, questa delusione fa male.

Ricorda che puoi controllare solo quello che fai tu.

E quindi arriva il momento della verità, della realtà, dove devi scegliere cosa dire a chi o fare con chi.

Eh si, mi dispiace. E’ proprio così.

Questo non vuol dire che smetti di vedere o condividere con alcune persone.

Vuole dire che ridimensioni la tua relazione e le tue aspettative. Poi, le cose arrivano da se…TUTTO TORNA!!!

Vorrei che il concetto che voglio passare sia chiaro.

Uno dei motivi più forti per il quale scegliamo di non cambiare e per non fare saltare il nostro sistema, la nostra rete. I nostri amici, famiglia, matrimonio, colleghi. Ma è molto difficile avere tutte le relazioni che soddisfino tutti i nostri bisogni. La dove con alcune persone possiamo condividere alcune cose, lo facciamo. Altrimenti passiamo un momento piacevole e basta, va bene lo stesso.

Le persone vanno e vengono. A quelle a cui tieni di più, gli terrai lo stesso perché sicuramente sarai disposta a fare cose che con altre non faresti.

 

L’importante è che tu abbia ben chiaro cosa vuoi e perché lo vuoi.

 

Andare avanti sulla tua strada. Rimanere coerente con chi sei e cosa vuoi. Perdere persone durante il cammino fa molto male, ma pensa a quelle che conoscerai e con le quali invece crescerai!

Poi, quando ti arrivano i dolori della crescita, fai qualcosa che invece ti fa bene. Coccolati e curati che poi ti passerà.

Pensi a tutto quello che hai fatto fino ad ora? Immagina allora ancora quante belle cose che farai nel futuro!

Buon fine settimana!

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