Martedì, 15 Aprile 2014 12:13

Arrenditi e lascia giocare la tua bambina!

Per arrenditi intendo alla perfezione, a voler finire tutto entro sera, a poter mangiare un po’ di più qualche giorno, a non essere pettinata alla perfezione.

Ma più che la fase dell’arresa, vorrei che ci focalizzassimo sul giocare!

Sicuramente vivi in un ambiente dove tutto gira intorno al fare e produrre. È così facile continuare a dire di SI a tutto e tutti. Io in questo periodo mi sento non stanca, esausta! E l’unica informazione che quella sensazione mi da è: FERMATI!

Non posso non farlo, perché mi è arrivato un messaggio chiaro e tondo, ma mi rendo conto che se fosse per me andrei avanti all’infinito.

Quante volte non ascoltiamo questa informazione? Tante. E sapete perché?

     1.Perché tante volte non sappiamo neanche come passare il tempo libero. Ci siamo dimenticate di giocare. Se siamo abituate a uscire dell’ufficio alle 8 di sera per andare cotte a casa a mangiare, guardarci qualcosa in tv e poi a nanna, il giorno che decidiamo di finire presto per avere tempo per giocare, cosa faccio?

“Oops…non lo so!”

E così, continuo a fare quello che è sicuro e comodo, anche se non mi fa bene. È solo questione di abitudine l’andare avanti a fare quello che facciamo, uno schema che ripetiamo e ripetiamo. L’unico modo per cambiarlo e trovare alternative che siano più divertenti e “fare giocare la bambina”!

2.Perché fa figo essere full! Se uno ti chiede: “Come va?”, e tu rispondi: “Benissimo grazie! Oggi sono riuscita a fare anche un riposino dopo la palestra. Meno male che avevo già sistemato tutto a casa per la cena questa sera quindi posso finire il lavoro che ho da consegnare al cliente”, cosa fa la tua interlocutrice? Pensa dentro di sé che sei finta e fai la perfettina. Certo che sto generalizzando, non va sempre così, ma il consenso sociale va più o meno su questa strada e quindi, pur di non sentirci giudicate, giochiamo il gioco degli altri per starci dentro.

E ancora una volta ci comportiamo come gli altri si aspettano, non come vogliamo noi!

Questo non rispetta chi siamo e vogliamo noi e non va di certo verso la strada per CREARE TE STESSA.

La strada per creare te stessa è:

  1. Ricorda di metterti al centro del tuo sistema e chiederti: “Cosa voglio fare IO?”·
  2. Cosa ti diverte fare? Como puoi giocare di più? E fallo! Una cosa alla volta. Anche solo un pranzo con una amica, fare una camminata da sola, prenderti un week-end  a fare la turista spensierata, ballare, cantare, anything. Non dev’essere una cosa impegnativa, anche una piccola azione va bene.
  3. Impara a dire di no dove ti senti di dichiarare i tuoi confini, e dire di si a quello che ti fa bene e meriti.Anche perché quando sei riposata e hai giocato, sei molto più produttiva e presente!

Se ti va, condividi sulla mia pagina di facebook, come stai giocando e creando te stessa…magari puoi ispirare tante altre persone!

Buon gioco e felice Pasqua!

Pubblicato in Italiano
Giovedì, 14 Novembre 2013 17:56

Dolori della crescita

Si dice che uno tende a sotto valutare quello che può fare in una vita e sopravalutare quello che può fare in un anno. 

Quanto è vera questa frase!

Sto vivendo le cose che anni fa segnavo nei miei obiettivi. Cose che sognavo.

Concetti che senti, ma non vedi. Cose che sembravano così intangibili, diventano tangibili.

Più passano gli anni, più sposo il concetto che TUTTO TORNA.

Si, tutto torna.

Dico nel senso positivo, e purtroppo anche nel senso negativo.

La bellezza di avere amicizie che durano una vita con persone che magari non vedi per 20, 30 anni e poi quando le ritrovi ti rendi conto che ora la relazione è ancora più forte e più vera di prima.

La soddisfazione di ricevere la chiamata di una persona che un giorno anni fa, ti sentì in un corso e le tue parole i tuoi concetti le rimassero impresi. Talmente impresi che quando diventa direttore in un’altra azienda ti chiama per un evento importante.

La fierezza di vedere le tue figlie (anche se le mie ancora piccole) muoversi nel mondo con fiducia, sicurezza e gentilezza.

La serenità di riconoscere ai propri genitori quanto ti hanno dato e fatto per te.

Dall’altro canto, arrivano anche i “growing pains” li chiamano gli americani. Dolori della crescita. E sono davvero dolori.

Atteggiamenti, delusioni che non ti aspetti. A me è successo e succede ancora,  ma come tutto, mi sta servendo come grande lezione.

Alcune persone festeggiano e sono davvero felici con e per me.

Altre? Altre invece tutto il contrario.

E questa è la cosa che più mi rattrista.

Mi rattrista il fatto che smetto di essere me stessa con alcune persone. La dove potrei aiutarle o supportarle, non lo faccio più, non lo farò più.

Al punto che non racconto più ad alcune persone le cose che faccio o voglio fare. Non sono in grado di gestirlo e ne anch’io.

Ci ho messo un po’, troppo, per arrivarci, ma anche questa è una grande lezione di vita per me e tante altre persone con le quali lavoro e conosco.

E’ che uno vorrebbe che le persone alle quali vogliamo bene, siano felici come noi dei traguardi che raggiungiamo o i cambiamenti che ci prefissiamo. Ma purtroppo non è sempre così.

Le nostre aspettative vengono totalmente troncate!

Le solite aspettative che ci fanno fare tutto da soli. Ci aspettiamo, non accade, rimaniamo deluse. E spesso, questa delusione fa male.

Ricorda che puoi controllare solo quello che fai tu.

E quindi arriva il momento della verità, della realtà, dove devi scegliere cosa dire a chi o fare con chi.

Eh si, mi dispiace. E’ proprio così.

Questo non vuol dire che smetti di vedere o condividere con alcune persone.

Vuole dire che ridimensioni la tua relazione e le tue aspettative. Poi, le cose arrivano da se…TUTTO TORNA!!!

Vorrei che il concetto che voglio passare sia chiaro.

Uno dei motivi più forti per il quale scegliamo di non cambiare e per non fare saltare il nostro sistema, la nostra rete. I nostri amici, famiglia, matrimonio, colleghi. Ma è molto difficile avere tutte le relazioni che soddisfino tutti i nostri bisogni. La dove con alcune persone possiamo condividere alcune cose, lo facciamo. Altrimenti passiamo un momento piacevole e basta, va bene lo stesso.

Le persone vanno e vengono. A quelle a cui tieni di più, gli terrai lo stesso perché sicuramente sarai disposta a fare cose che con altre non faresti.

 

L’importante è che tu abbia ben chiaro cosa vuoi e perché lo vuoi.

 

Andare avanti sulla tua strada. Rimanere coerente con chi sei e cosa vuoi. Perdere persone durante il cammino fa molto male, ma pensa a quelle che conoscerai e con le quali invece crescerai!

Poi, quando ti arrivano i dolori della crescita, fai qualcosa che invece ti fa bene. Coccolati e curati che poi ti passerà.

Pensi a tutto quello che hai fatto fino ad ora? Immagina allora ancora quante belle cose che farai nel futuro!

Buon fine settimana!

Pubblicato in Italiano
Venerdì, 26 Luglio 2013 11:23

Dimmi da dove vieni e ti dico come sei

Prima di cominciare, vorrei darti il benvenuto nel mio nuovo sito. E’ ancora un work in progress, ma spero ti piaccia!

Oggi ti parlerò di una tematica che adoro e uso tantissimo nel mio lavoro, perché penso ci aiuti un sacco a conoscerci meglio: La nostra storia personale.

L’infanzia la viviamo immersi nella nostra storia familiare e nei racconti e miti che porta con sé. Poi cresciamo e ci “indipendizziamo”. Lo metto tra virgolette perché pensiamo di indipendizzarci, in realtà quello che facciamo è dimenticarci.

Ci dimentichiamo di quanto la nostra storia influenza la nostra vita.

A un certo punto, decidiamo che siamo adulti e prendiamo in mano la nostra vita.

Di solito, il primo passo del mio metodo di lavoro è molto semplice: si deve indagare per capire e accettare il perché uno si sente come si sente in un determinato momento.

Il modo più facile è immaginare di essere davanti a un medico:

Cosa ti dà fastidio? Dove ti fa male? Ti fa male costantemente o solo in alcuni momenti? Da quanto hai il dolore? Cioè, raccogliere il maggior numero di informazioni possibili per potersi curare nel miglior modo possibile. Idealmente partendo dalla radice del problema e non curando solo il sintomo.

Sei d’accordo?

Bene, questo è quello che uno fa quando mi racconta la sua storia personale attraverso un semplice albero genealogico. Solo guardandolo, disegnandolo, raccontandolo, emergono delle storie in comune, parole o conflitti in comune.

Gli schemi familiari che, senza renderci conto, ripetiamo e ripetiamo e ripetiamo.

Avere tutte queste informazioni ci aiuta a capire, ad accettare molto meglio il perché di tanti comportamenti ed emozioni.

L’informazione porta alla trasformazione.

Più sappiamo di noi stessi, più sappiamo cosa vogliamo.

Basta. Invece di passare ore ad analizzare il passato, il perché e il come e come avrebbe potuto essere, bisogna solo conoscerlo ed accettarlo!

Sapendo che alcuni sintomi si presenteranno in alcuni momenti, dovrai prendere le dovute misure.

Per esempio, per tornare al caso del medico, se sai di avere una tendenza al colesterolo alto, dovrai mangiare sano, fare movimento fisico e prendere Omega 3. Altrimenti ti prenderai la pastiglietta che aiuta a tenerlo basso.

Lo stesso puoi fare con i tuoi comportamenti ed emozioni. Se sai che una cosa ti fa male, come puoi evitarla? Se sai che il tuo organismo tende verso una cosa, come puoi fare per cambiarlo alla radice? Che muscolo dovrai allenare di più?

La tua storia personale può essere il tuo migliore alleato o il tuo peggiore nemico.

È proprio nei momenti in cui si presentano i tuoi schemi, a volte così automatici, che devi decidere cosa fare.

Sei talmente abituato che li accetti tali e quali, anche se sai che ti fanno male, perché è più facile evitare di pensare alle conseguenze?

Cioè, mangi tutto il burro che vuoi e poi vedrai di gestire il colesterolo pur sapendo che potrebbe essere pericoloso per la tua salute? O ti prendi cura di te stesso consapevolmente per stare bene e CREATE YOUSELF? Ossia, per creare te stesso/a, che è il mio motto?

Adesso al lavoro.

Se ti va, disegna, altrimenti pensa alla tua discendenza diretta fino ai tuoi nonni. Cosa c’è che si ripete? Quali modelli ammiri o hai ammirato? Quali le tematiche ricorrenti? Le parole? I detti? Chi comanda? Le donne o gli uomini? Ecc…

Cosa vedi nella lastra che avevi dimenticato o forse non avevi neanche notato?

Cosa ne fai di questa informazione?

La tieni in mente per quando ti serve!

 

Basta, missione compiuta.

Non importa se avrebbe potuto essere diversa, è così e basta.

Usala per migliorare il tuo presente e il tuo futuro.

Adesso vado a pendere il mio omega 3, alla prossima!

Pubblicato in Italiano