Gli ultimi due giorni ho partecipato al World Business Forum. Un contenitore di persone geniali, imprenditori, scrittori, ricercatori, pionieri, dove il tema era “Story Maker”. Personaggi come Sir Richard Branson, Seth Godin, Davide Oldani, Sarah Lewis e tanti altri. Da tutti ho preso tanti spunti d’ispirazione, tanti, tanti.

Quella che mi ha impattato immediatamente, è: guarda quello che ti fa più paura e vai in quella direzione.

GUARDA QUELLO CHE TI FA PIU’ PAURA E VAI IN QUELLA DIREZIONE.

Il comune denominatore di tutti era che il futuro è incerto, niente si può ormai prevedere. Quindi applica più che mai la famosa frase di Charles Darwin “non sopravvive la specie più forte, ne la più intelligente, ma quella che più si adatta ai cambiamenti”.

I cambiamenti ci sono tutti i giorni e ci saranno sempre di più.

MAAAA, se noi siamo chiari nei nostri intenti, i cambiamenti riusciamo a “surfarli” meglio.

Non so come spiegarvi l’intento per come lo sento e intendo io.

L’intento per me è un meta, obiettivo, un concetto, un qualcosa che io vorrei ma che do in mano a qualcosa molto più grande di me per aiutarmi ad averla, a sentirla, a esserla.

La mia tanto amata etimologia dice che viene dal latino intendĕre ‘‘tendere verso, mirare a’’.

Poi, i nostri obiettivi sono contenuti in quell’intento.

Gli ultimi due mesi il mio intento è la DIREZIONE.

Mi trovo in un bellissimo momento della mia vita dove devo fare delle scelte. Scelte sulla strada da prendere professionalmente. So che qualsiasi strada sceglierò andrà benissimo ma proprio per quello devo scegliere bene. Perché dedicherò la mia energia e il mio tempo lì.

E ieri…BOOM!

Quando ascoltai quelle parole da Steven Kotler, mi sono arrivate come “un balde de agua fria” come si dice in Perú, un secchio di acqua gelida!

Certo! In fondo, in fondo, sapevo quale era la direzione che volevo prendere, ma avevo PAURA di prenderla perché avevo paura delle conseguenze.

L’ennesima paura che pensavi di aver superato e poi ti si presenta quando meno te l’aspetti.

La paura si gestisce. E in questo caso la gestirò e sconfiggerò la paura che finora mi ha frenato. Sono pronta!

Volevo fare un articolo corto e veloce, ma una cosa porta l’altra, e l’altra e l’altra.

Vorrei che tu ti metti in tasca due cose, ma per piacere fallo:

$11.   Focalizzati sul tuo intento. L’intento cambia spesso, perché appena pensi a una, la crei e poi passerai al prossimo. Benissimo, si chiama vita questo! Si chiama magia! Si chiama prenderti cura di te stesso, di te stessa. Di amarti, rispettarti, coccolarti.

L’intento va oltre te, non dev’essere una cosa impegnativa, pesante. Chiedila con un senso di arresa, di “pensaci tu perché in questo momento devo pensare ad altre cose ma lo voglio”, e tienilo presente, sempre!

$12.   Pensa a quello che ti fa più paura e vai in quella direzione. E immagino sai a che tipo di cose e paure mi riferisco. Non di certo a cose tipo buttarti da un precipizio!

Intendo quelle cose che non ti concedi perché hai paura. Quello che non dici perché hai paura, quello che non indossi, che non chiedi, che non fai.

Vai nella direzione che vuoi tu, così finisci dove vuoi finire tu!

Spero di incontrarti in quella strada CREANDO TE STESSA/O!

Pubblicato in Italiano

Sto preparando le valigie per andare a un evento e vorrei condividere con te un concetto super basilare, ma importantissimo: BUTTA o meglio ancora, REGALA le cose che non ti servono!

Penso specificatamente a due macro gruppi di cose da lasciare andare:

Il primo, e secondo me il più importante, BUTTA le cose che ti hanno regalato altre persone che non ti vogliono bene. O quelli delle persone che ti vogliono bene ma il regalo è stato fatto un po’ così al caso. Regalato non con amore ma piuttosto perché si sentivano in dovere.

Queste sono le prime cose da lasciare andare perché tolgono energia positiva al TUO spazio, a quello che vuoi creare tu.

Per esempio, una mia cliente aveva in casa ancora i libri del suo ex fidanzato con il quale si erano lasciati male. Senza rendersi conto aveva ancora tante delle sue cose in casa e questo faceva che lui in un modo o l’altro ci fosse ancora lì.

A me alcune persone hanno fatto belli regali per dovere e le tenevo per belli, ma il significato dietro mi dava fastidio, e così le ho regalati a persone che dovevo dare qualcosa per dovere, ma loro erano felici di ricevere quel regalo. Tutti felici! 

Penso che a tutti voi è successo qualche volta nella vita e so che saprete perfettamente cosa lasciare andare per primo. Una volta che cominci, non ti fermerai più e ti sentirai più leggera.

L’altro macro gruppo è il classico, “è nuovo, l’ho messo solo una volta”, o “quando ritornerò al mio peso lo metterò ancora”, o "lo tengo per un regalo" e ce l'hai da 5 anni, o “quando tornerà la moda del… lo metterò ancora”, o “forse per un travestimento, per una recita dei figli, un Halloween, ecc.” e così via.

Una mia amica di San Francisco, Katie, mi aiutava a fare questo lavoro ogni tanto, e mi diceva, se in un anno non lo hai usato, “chuck it”, buttalo!

Ovviamente ci sono cose alle quali non applica, vestiti eleganti, cappotti, borse, certamente scarpe, ma per tante cose applica.

Il punto è che, mentre ti riempi di cose che non ti “servono”, per quello che la parola significa: essere a nostro servizio, compiacere, far grazia, allora non fa per te. Magari una volta lo ha fatto, ma non più.

E adesso è il momento di scegliere quello che vuoi e tieni.

Quello che acquisisci e ricevi.

E’ chiaro che se ti circondi di persone che non ti vogliono bene, come vuoi che vogliano bene a te, allora riceverai cose che provengono dal “disamore”.

Al contrario, se scegli le persone che ti amano per chi sei tu e come piace essere amata o amato, allora riceverai quello che vuoi tu. Così continui a CREARE TE STESSA o TE STESSO!

Adesso continuo con la mia valigia e le mie scelte.

Un abbraccio e buon divertimento!

Nancy

Pubblicato in Italiano
Domenica, 10 Maggio 2015 09:50

Bastano 5 minuti al giorno

Aristotele diceva: "Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. L'eccellenza quindi non è un atto, ma un’abitudine".

Oggi voglio parlare di abitudini, spazi da ritagliare a voi stesse che diventano abitudini, piccoli rituali. Rituali che dentro la tua quotidianità di fare la mamma e tutte le altre cose che fai, ti caricano di belle emozioni.

La continua sfida di una mamma nel work force è conciliare la vita tra lavoro, famiglia, divertimento, una relazione con il proprio partner, ecc. con tutto quello che questo comporta, i sensi di colpa, di dovere e piacere.

Molte delle donne con le quali parlo sono convinte che si fa una cosa bene o l'altra. 

Io non sono d'accordo. Per quello che vedo, sento è vivo personalmente, io mi annoio a fare la mamma full time, e non mi piace lavorare e basta. Adoro fare entrambe le cose e adoro come una alimenta l'altra. Io lavoro per divertirmi, divertirmi in buona compagnia che per me è, prima la mia famiglia e poi i miei amici. Basta, facile.

Nell’ultimo incontro del club delle donne abbiamo parlato di rituali.

Penso sia fondamentale nella vita di ogni persona, specialmente nella vita delle donne, avere dei rituali che ci aiutino a essere la donna che vogliamo essere e sentirci più felici. Uno spazio, tempo tutto tuo dove ti dedichi a te stessa.

Come, nella tua quotidianità riesci a ricavarti degli spazi per essere sempre più felice e sentirti bene?

Che piccola cosa posso fare tutti i giorni che rendano la tua vita migliore?

Per ogn’una di noi sarà diverso, of course!

5 minuti di meditazione al giorno?

Ballare di fronte allo specchio o anche senza specchio!

Una bella stiracchiata appena ti alzi al mattino? (come fanno i cani e i gatti!).

Andare a piedi a lavorare una volta a settimana? Va bene una volta a settimana con tal che sia continua.

Una uscita a cena ogni due settimane con il tuo o la tua partner, abbracciare forte i tuoi figli una volta al giorno, aperitivo con la tua/tue amiche, uff...’n’, altre ‘n’ cose....quella che vada bene per te!

Fare la mamma non è facile. Nessuno c’è lo ha insegnato e i modelli possono andare bene in alcuni casi, ma le variabili sono tante e cambiano continuamente.

Quello che applica in TUTTI I CASI, è che la mamma sia la DONNA che è al 100%.

Quella che vuole e sa di poter essere. Che non smetta di creare se stessa, che faccia le cose che ama fare, che si esprima al massimo, che pianga quando vuole, esprima i suoi sentimenti, buoni o belli. Quella che durante i suoi giorni d’isteria lo accetti perché è parte dell’essere donna, mamma che s’impazienta.

Nel creare te stessa, è fondamentale che ti ritagli questo spazio per i tuoi rituali, le piccole cose che sono solo tue, quel momento quando tu diventi tua completamente.

Lo so che mi ripeto, ma ci credo troppo: noi siamo i leader delle persone intorno a noi.

Le persone più che ascoltarci, ci vedono. Vedono ogni nostra singola mossa, coerenza e incoerenza.

E non c’è niente di più bello che vedere una Donna che si ama e rispetta per chi è e per chi vuole essere.

This is what I wish for you!

Un forte abbraccio e auguri Mamme!

Pubblicato in Italiano
Venerdì, 19 Settembre 2014 17:08

La mappa e il territorio

La mappa non è il territorio.

Si tratta di un concetto molto usato nel mondo della PNL e del Coaching, nel counseling e nelle psi, formulato da Alfred Korzybski, una delle meravigliose menti vissute a cavallo tra fine ‘800 e inizio ‘900 e famoso per aver sviluppato le General Semantics. Per dirla in modo molto semplice (se mi leggesse, si rivolterebbe nella tomba!): l’astrazione che facciamo di qualcosa non è la cosa in sé. In altre parole, confondiamo i modelli della realtà che ci siamo costruiti con la realtà stessa.

Questo concetto mi ha accompagnato tanto quest’estate nella mia vacanza a San Francisco con la mia famiglia. Ho vissuto in quella città per quasi otto anni, dal 1993 al 2000, dai 24 ai 31 anni, single, con lavori ben remunerati, libera, felice. E’ stata una tappa importantissima della mia vita, dove ho imparato a conoscere e amare me stessa. Qualsiasi cosa andava bene, tutto mi piaceva e, come si dice in Perù, conoscevo la città come il palmo della mia mano.

Adesso, dopo 13 anni e una famiglia al mio attivo, fierissima di mostrare questa meravigliosa realtà alle nostre figlie, ho vissuto questa frase over and over again, ancora e poi ancora. Quello che io ricordavo non c’era più. Là dove pensavo di dover girare a destra c’era un senso unico, il negozio che cercavo di qua era di là, il clima è stato orrendo e gestire la macchina in città un incubo!

Non solo, io ero CONVINTA che fosse come me lo ricordavo e quindi lì doveva esserci l’uscita e là il negozio. Vuoi per la mia testardaggine, vuoi per questi scherzi che ci fa la mente!

Come dice Gilbert in “Stumbling into Happiness”, e come scrivo anch’io nel mio libro “Crea te Stessa”, se la tua mente pensa che qualcosa è vero, è vero! Le immagini che ci creiamo nel nostro cervello ci fanno sentire bene o male. Per questo è meglio fare pensieri belli piuttosto che brutti!

Sei tu che gestisci i tuoi pensieri, quindi tanto vale che ti facciano sentire bene!

Ricordati che la mappa non è il territorio… quante volte ci impuntiamo sulle nostre idee, che spesso e volentieri sono solo nella nostra mente. Eppure il territorio è tutt’altro.

Io, quando vivevo a San Francisco, ero innamorata di quella città e della mia vita in quella città, quindi ricordavo tutto bello. Vedevo tutto rosa, eppure non era proprio così. Cancellavo tutto quello che non andava bene e tenevo solo le cose positive. È anche la differenza tra memoria ed esperienza, ma qui potrei aprire tutto un altro discorso.

Quello che vorrei condividere con te oggi è: spesso e volentieri quello che noi ricordiamo non è andato proprio come lo ricordiamo. Tante volte chiudiamo porte e non diamo spazio a relazioni solo perché ci impuntiamo su una cosa che è solo nella nostra testa, eppure c’è tutto un territorio da esplorare.

Dopo aver capito una, due volte che la realtà non era come la immaginavi o volevi, il modo migliore per esplorarla è con CURIOSITA’. Con la curiosità di scoprire cosa mi fa stare bene e cosa non mi aiuta a stare bene.

Per ogni persona c’è tutto un territorio da scoprire dietro la realtà che vediamo, come dietro ogni città, ogni azienda, ogni cultura.

Dietro ogni nostro ricordo, c’è una cornice che lo contiene. Raccogliendo informazioni e CONOSCENDO meglio il territorio di quel ricordo possiamo cambiare il significato di quel ricordo e questo ci farà sentire meglio!   

Ho conosciuto di più il territorio avendo cambiato anche il mio di territorio. Sono tornata in un posto che amo dopo 13 anni, e per di più in veste di moglie e mamma. Sono riuscita a farmi portare via la macchina con il carro attrezzi, sono entrati a rubare in una delle case dove ci siamo fermati e l’estate è il periodo più freddo dell’anno, ma sono sempre innamorata della mia meravigliosa San Francisco!

Due settimane fa mi sono trasferita in una bella città italiana che non vedo l’ora di scoprire, e con lei, le persone e storie che creerò qui.

Tu cosa hai ancora da scoprire nel tuo territorio?

Ti auguro buon divertimento e buone scoperte!

Nancy 

Pubblicato in Italiano
Martedì, 29 Aprile 2014 13:05

É USCITO IL LIBRO!

Oggi un mio sogno, che poi diventò obiettivo, è diventato realtà.

Il mio primo libro oggi si dovrebbe trovare in tutte le librerie d’Italia!

(sicuramente in quelle on line).

Mai e poi mai avrei immaginato che la prima edizione sarebbe stata in italiano. Mai e poi mai avrei immaginato che la strada che mi ha portato qui oggi, sarebbe stata com’è stata. Eppure, eccomi qua…tutte le strade portano a Roma.

In un modo o l’altro, quando immagini, CREI.

Quando hai chiaro il COSA, il COME arriva.

Quando alleni il tuo muscolo del volere, le cose, le fai accadere.

E, tutto questo, oggi per me è una prova chiara e forte!

La strada non è stata facile, per niente. Ma ne è valsa la pena!

Il trucco è FARE, non aspettar di fare. Certo che a volte aspettare va bene, “raccogliersi” va bene, fermarsi va bene, ma dentro un “bigger picture”, come scrivo nel libro. Dentro una cornice chiamata vita. Una cornice senza confini, perché non sappiamo mai dove le strade ci porteranno, sappiamo solo come ci vogliamo sentire quando saremo arrivati a destinazione.

E di arrivi ne avremo tanti, come di partenze, di strade chiuse e curve strette. Fanno tutte parte del percorso, più o meno tortuoso, della meravigliosa vita.

CREA TE STESSA è nato dai miei 45 anni di esperienza di vita. Di cose che ho imparato sulla mia pelle, da 30 anni di vita professionale, dai 7 anni di cambio d’identità e confusione quando diventai mamma, da viaggi per il mondo, da amori e delusioni, e da tanti altri ingredienti, inclusa pura testardaggine!

Perché dovunque vado, o con qualunque donna parli, le tematiche che si presentano sono le stesse. Le insicurezze, quelle! Le ferite, quelle! Le paure, quelle! I voleri, quelli! I piaceri, quelli!

Continuano a ripetersi e non riusciamo a rompere la catena.

Storicamente facciamo gli stessi errori. Credo che oggi ci sia più consapevolezza di prima e penso che noi donne moderne stiamo cambiando ancora una volta la storia. Stiamo ritornando alla nostra essenza e ad esprimere noi stesse al massimo. A permetterci quello che ci meritiamo. Noi, che siamo creatrici di persone, di idee e ideologie, di abitudini e credenze, di amori e paure, di vita, dobbiamo esserne consapevoli.

Cosa stiamo passando alle generazioni future? In un mondo che cambia velocissimamente, i valori, i comportamenti, le credenze saranno le cose che sosterranno il sistema.

Io sono convinta che siamo noi donne a fare la differenza in questo passaggio.

Ecco perché ho voluto condividere con il mondo quello in cui credo e che sono convinta funziona. Un metodo che ti riporta a ri-innamorarti di te stessa e divertirti nel frattempo. A smettere di fare quello che gli altri si aspettano da te e fare quello che va bene a te, per te e le persone che ami.

Spero ti piaccia e possa esserti utile!

Pubblicato in Italiano