Mercoledì, 18 Febbraio 2015 07:25

L'invidia fra Donne

Sono letteralmente caduta dal pero quando un cliente uomo che lavora con alcune donne per le quali stavo preparando un corso mi ha detto: “Sì, le donne condividono le esperienze, ma non tutte, danno informazione, ma non tutta, sorridono, ma dietro si massacrano a vicenda…uff, è incredibile”.

Questo episodio è capitato in una settimana in cui spesso, nelle conversazioni, negli articoli e negli scambi personali era emerso il tema dell’invidia fra le donne. E quindi mi sono attivata per fare un po’ di ricerca e informarmi un po’.

Dico che sono caduta dal pero perché su questa tematica mi sento un po’ ingenua, per non dire stupida! Ora che ho unito i puntini di tante esperienze, tutto calza alla perfezione. Non sapevo quanto fosse fisiologico in noi donnine, pensavo fossero casi qua e là.

È come se il successo o la bellezza di una donna possano diventare una minaccia diretta per un’altra.

A me gli articoli piace farli corti perché personalmente, quando leggo, preferisco quelli corti. Pochi concetti, diretti al punto, e un insegnamento che mi porto a casa da quella lettura o esperienza. Ecco, questa volta verrà un po’ più lungo del solito!

È successo a tutte noi: quel complimento a denti stretti da un’amica gelosa, quello sguardo pungente d’invidia o semplicemente il non riconoscimento intenzionale della tua esistenza o di una tua conquista!

Devo dire che mi ha fatto piacere scoprire che è un retaggio che ci portiamo dietro da secoli e secoli, e quindi sappiamo bene cosa vuol dire, giusto? Ma certo! Che possiamo trasformarlo! Una volta che ho l’informazione e so che non è tutta roba mia, ma è ereditata, posso scegliere di trasformarla per sentirmi bene e felice. Basta saperlo, così ci possiamo attivare subito!

Ed eccoci qua, noi donne, nelle nostre caverne a crescere i figli, completamente dipendenti dagli uomini che cacciano e procurano il cibo per noi. Quando l’attenzione dell’uomo comincia a spostarsi da quelli che una volta erano i nostri bellissimi seni perfetti, ora decisamente cadenti, a quelli di una fanciulla più giovane, sentiamo a rischio la nostra sicurezza e protezione. E così, da un momento all’altro, per sentire minacciata la nostra esistenza basta l’arrivo di un’altra bella donna.

Gli antropologi imputano questa reazione primitiva delle donne a un retaggio biologico ancestrale.

Il filosofo Kant descriveva questo fenomeno sostenendo che “lo standard che usiamo per vedere come siamo messi, non è il valore intrinseco del nostro benessere, ma come si confronta con quello degli altri”.

È triste scoprire come, all’epoca della caccia alle streghe, tante di queste “streghe” siano state processate e poi bruciate (o impiccate) per le accuse mosse da altre donne.

Poi, a migliorare le cose, sono arrivate le fiabe con le quali siamo cresciute. Dov’è il principe azzurro venuto a salvarci dalla nostra infelicità? Colui che può svegliarci da qualsiasi nostro letargo? Mentre la causa di tutti i nostri mali sono le donne, sorellastre o matrigne che siano. Gli uomini ci danno la vita, ci svegliano, ci salvano, ci arricchiscono, le donne…ce la tolgono!

Le storie della Bella Addormentata e Biancaneve sono caratterizzate dall’invidia, dalla rabbia repressa e dalla vendetta. Ma lo stesso ragionamento potremmo farlo con molte delle altre nostre amate principesse.

Questo si unisce alla consapevolezza che noi donne abbiamo una naturale tendenza a scollegarci dalla nostra essenza, la nostra fonte di sicurezza e fiducia. E come se noi avessimo un blocco interno che supporta il nostro senso di sicurezza, il nostro cuoraggio, la nostra individualità e unicità.

Invece di dirigere la nostra attenzione all'interno, e quindi accedere alla nostra capacità di attivare il nostro potere personale, perdiamo tempo confrontandoci con le altre donne che ci circondano. O, peggio ancora, spesso sprechiamo la nostra energia cercando di distruggere colei che percepiamo come una rivale!

Ed eccoci al dunque: per sottrarsi a questo meccanismo, la chiave sta nel CREARE TE STESSA per quello che sei e quello che vuoi tu.

Alcune cose da fare per gestire questa strega che abbiamo dentro di noi sono:

  •    Le donne che si sentono più sicure di se stesse è più difficile che, di fronte al successo, si sentano minacciate da, o tendano a minacciare, le loro amiche femmine. Questo accade quando una persona ha ben chiari i propri obiettivi e standard di successo e felicità.

 

  • Osserva i tuoi sentimenti senza giudizio. Sono sentimenti di gelosia o d’invidia? La gelosia è legata alla paura di perdere qualcosa di tuo, in questo caso per colpa di un'altra donna, ad esempio il tuo ragazzo, il tuo lavoro, la tua popolarità, ecc. Il sentimento della gelosia è solitamente accompagnato da sfiducia, ansia, sospetto e rabbia per un tradimento percepito, dall'incertezza e la solitudine. I sentimenti legati all’invidia ti fanno sentire frustrata o triste quando vieni a sapere dei successi di altre persone. L’invidia è solitamente accompagnata da risentimento, senso d’inferiorità, mancanza di motivazione per migliorare se stessi, una sensazione di malessere verso la donna invidiata, di solito accompagnata dal senso di colpa, e un desiderio incessante di possedere le qualità dell'altra donna.

    Qualsiasi sentimento sia, prova a
    raccogliere l’informazione che queste emozioni ti stanno dando, idealmente prendendo le distanze e guardando la situazione da testimone invece che da protagonista ansioso. L’informazione che raccogli ti permette di avere ancora più chiarezza su cosa vuoi. Ti causa invidia il fatto che una tua conoscente orrenda trovi un partner meraviglioso? Bene, questo ti dice che anche tu vuoi un partner meraviglioso, e quindi è il momento di chiederti: “Cosa posso fare IO per avere il mio partner meraviglioso?”

 

  • Ricordate la BIGGER PICTURE. Ne parlo nel mio libro. È la visione d’insieme, ovvero mettere le cose nella prospettiva giusta. Al mondo ci saranno sempre donne più qualificate di te in certi ambiti, e ci saranno sempre quelle che non lo sono. Ci saranno sempre donne più belle di te, ma anche donne meno belle.  Questo non avrà nessun impatto sul tuo potere personale, a meno che tu glielo permetta. Decidi di recuperare il tuo potere scegliendo di focalizzarti su quello che rende felice te. Il mondo è bello perché è vario, no?

    Ma tornando alla bigger picture…facciamola ancora BIGGER. Più riuscirai a sognare e immaginare come vuoi vivere il tuo futuro, più le cose diventeranno relative. Se dedichi tempo e attenzione a cose che non conbribuiscono a creare quel futuro, non ti stai prendendo cura di te stessa. In questo caso, la cosa migliore è focalizzarti su quello che vuoi creare…parti con la tua fantasia e creatività.

 

  •      Molla chi t’invidia! Non va più bene accettare cose che non ti danno felicità. Fa paura e causa dolore abbandonare persone o situazioni alle quali siamo abituati, ma se continui ad accettare compromessi, riceverai compromessi e avrai una vita di compromessi, mentre tu meriti di essere felice al 100%.È giusto crescere ed espanderci al nostro massimo potenziale. Avere successo va bene, e chi vuole avere successo con te ci sarà, chi non riesce a condividere i tuoi successi, si allontanerà. Se il legame è forte, è quasi sicuro che poi la relazione potrà essere recuperata, ma allora sarà una relazione sana e forte, come la vuoi tu.

 

  • La sana competizione va bene. A noi femminucce, da bambine, viene insegnato di fare le brave, mentre a un maschietto di essere il più forte. Per loro competere è normale, per noi no. La parola competizione viene dal latino competere che significa “andare insieme, convergere verso un medesimo punto”…bello no?

    Non c’è niente più bello che circondarsi di donne che possano ispirarti. Che t’ispirino a fare cose diverse, a crescere, ad avere una relazione di coppia sana, a mantenerti in forma, a ridere, a goderti la vita al massimo, e tante altre cose.Io ne conosco e ne sto conoscendo ogni giorno sempre di più. Per me è una condizione sulla quale non sono assolutamente disposta a negoziare.

I Buddhisti hanno una pratica come antidoto alla gelosia e l’invidia, la chiamano Mudita e significa godere del benessere altrui.Non possiamo separarci dai successi di altre donne. Nel rallegrarci genuinamente quando vediamo altre donne “thrive”, che prosperano e raggiungono i propri obiettivi e sogni, celebriamo anche la nostra capacità di fare lo stesso. La fioritura di un fiore in realtà ci ricorda che tutti i fiori sono stati creati per fiorire. Tieni bene a mente questa visione di te stessa. Così potrai onorare l'abbondanza invece della scarsità e recuperare la compassione per te stessa e gli altri.

Quando ci circondiamo di donne che sono centrate sul proprio senso della vita, sul loro scopo, l'energia tra di noi cambia! Improvvisamente ci troviamo ad annaffiare i loro fiori, invece di calpestarli. Non siamo più nemiche, ma apprezziamo la bellezza di un grande bouquet di fiori misti.

Alla fine, quello che vogliamo tutte è fiorire per essere quella donna che siamo venute al mondo per essere. 

Un abbraccio e a presto!

Pubblicato in Italiano
Venerdì, 19 Settembre 2014 17:08

La mappa e il territorio

La mappa non è il territorio.

Si tratta di un concetto molto usato nel mondo della PNL e del Coaching, nel counseling e nelle psi, formulato da Alfred Korzybski, una delle meravigliose menti vissute a cavallo tra fine ‘800 e inizio ‘900 e famoso per aver sviluppato le General Semantics. Per dirla in modo molto semplice (se mi leggesse, si rivolterebbe nella tomba!): l’astrazione che facciamo di qualcosa non è la cosa in sé. In altre parole, confondiamo i modelli della realtà che ci siamo costruiti con la realtà stessa.

Questo concetto mi ha accompagnato tanto quest’estate nella mia vacanza a San Francisco con la mia famiglia. Ho vissuto in quella città per quasi otto anni, dal 1993 al 2000, dai 24 ai 31 anni, single, con lavori ben remunerati, libera, felice. E’ stata una tappa importantissima della mia vita, dove ho imparato a conoscere e amare me stessa. Qualsiasi cosa andava bene, tutto mi piaceva e, come si dice in Perù, conoscevo la città come il palmo della mia mano.

Adesso, dopo 13 anni e una famiglia al mio attivo, fierissima di mostrare questa meravigliosa realtà alle nostre figlie, ho vissuto questa frase over and over again, ancora e poi ancora. Quello che io ricordavo non c’era più. Là dove pensavo di dover girare a destra c’era un senso unico, il negozio che cercavo di qua era di là, il clima è stato orrendo e gestire la macchina in città un incubo!

Non solo, io ero CONVINTA che fosse come me lo ricordavo e quindi lì doveva esserci l’uscita e là il negozio. Vuoi per la mia testardaggine, vuoi per questi scherzi che ci fa la mente!

Come dice Gilbert in “Stumbling into Happiness”, e come scrivo anch’io nel mio libro “Crea te Stessa”, se la tua mente pensa che qualcosa è vero, è vero! Le immagini che ci creiamo nel nostro cervello ci fanno sentire bene o male. Per questo è meglio fare pensieri belli piuttosto che brutti!

Sei tu che gestisci i tuoi pensieri, quindi tanto vale che ti facciano sentire bene!

Ricordati che la mappa non è il territorio… quante volte ci impuntiamo sulle nostre idee, che spesso e volentieri sono solo nella nostra mente. Eppure il territorio è tutt’altro.

Io, quando vivevo a San Francisco, ero innamorata di quella città e della mia vita in quella città, quindi ricordavo tutto bello. Vedevo tutto rosa, eppure non era proprio così. Cancellavo tutto quello che non andava bene e tenevo solo le cose positive. È anche la differenza tra memoria ed esperienza, ma qui potrei aprire tutto un altro discorso.

Quello che vorrei condividere con te oggi è: spesso e volentieri quello che noi ricordiamo non è andato proprio come lo ricordiamo. Tante volte chiudiamo porte e non diamo spazio a relazioni solo perché ci impuntiamo su una cosa che è solo nella nostra testa, eppure c’è tutto un territorio da esplorare.

Dopo aver capito una, due volte che la realtà non era come la immaginavi o volevi, il modo migliore per esplorarla è con CURIOSITA’. Con la curiosità di scoprire cosa mi fa stare bene e cosa non mi aiuta a stare bene.

Per ogni persona c’è tutto un territorio da scoprire dietro la realtà che vediamo, come dietro ogni città, ogni azienda, ogni cultura.

Dietro ogni nostro ricordo, c’è una cornice che lo contiene. Raccogliendo informazioni e CONOSCENDO meglio il territorio di quel ricordo possiamo cambiare il significato di quel ricordo e questo ci farà sentire meglio!   

Ho conosciuto di più il territorio avendo cambiato anche il mio di territorio. Sono tornata in un posto che amo dopo 13 anni, e per di più in veste di moglie e mamma. Sono riuscita a farmi portare via la macchina con il carro attrezzi, sono entrati a rubare in una delle case dove ci siamo fermati e l’estate è il periodo più freddo dell’anno, ma sono sempre innamorata della mia meravigliosa San Francisco!

Due settimane fa mi sono trasferita in una bella città italiana che non vedo l’ora di scoprire, e con lei, le persone e storie che creerò qui.

Tu cosa hai ancora da scoprire nel tuo territorio?

Ti auguro buon divertimento e buone scoperte!

Nancy 

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Venerdì, 01 Agosto 2014 08:09

Il centro dell'Universo

Una delle gite durante la nostra vacanza a San Francisco è stata visitare il California Academy of Sciences nel meraviglioso Golden Gate park. Una delle “attrazioni” è il Morrison Planetarium dove c’è uno schermo enorme inclinato a 30 gradi che fa un effetto il più reale possibile della percezione dell’universo.

Io immaginavo la solita spiegazione delle stelle, pianeti o costellazione come mi era capitato di vedere altre volte. In vece, era tutta una spiegazione molto più complessa sulla massa scura, l’immensità dell’universo, cosa si è scoperto dell’inizio del universo e di cosa si sa adesso.

Sicuramente molto di più, ma io a un certo punto mi sono persa e, come spesso faccio quando sono in posti nuovi dove ho qualcosa da imparare (e quindi sempre!), è portarmi a casa qualcosa. Solo una cosa, ma che me lo ricordi, ispiri e mi aiuti a crescere.

Una cosa l’ho afferrata: in qualsiasi parte dell’universo uno si trova, ci si vede al centro del suo universo.

NOI!

E poi mi è venuta in mente l’immagine che ho allegato sopra e che mi aveva fatto impressione la prima volta che l’avevo vista. La foto fa vedere la similitudine tra le cellule neuronali e la struttura dell'universo. Meraviglia pura!

Allora vorrei condividere con te il filo di ragionamenti che ho fatto:

$1·      Noi siamo un Universo. Ogn’uno/a di noi è e ha un intero Universo dentro di noi.

$1·      L’etimologia della parola Universo significa tutto insieme, tutto quanto. E se ci pensi, dice anche Uni-verso, verso una strada. Verso la stessa cosa: Verso l’essere, verso quello che ci fa bene, quello che É. Noi abbiamo tutto quello che ci serve per stare in equilibrio.

$1·      Noi siamo uno con L’universo.

Senza fare ragionamenti troppo complessi o inspiegabili (anche perché purtroppo non sono un’esperta di quelle tematiche), il sentirsi allineati con l’universo è più una sensazione che una cosa logica. Quindi, quando noi ci sentiamo bene e facciamo quello che ci fa stare bene, ci fa allineare all’Universo e sentirci bene.

Quando ci mettiamo al centro del nostro universo, dovremo essere nella nostra confort zone, invece, siamo allenati a non farlo.

La prima parte del mio libro Crea te Stessa si chiama, Tu sei il centro del tuo sistema solare. Coincidenze? Sicuramente, ma andiamo tutti verso una direzione. Quella di stare bene!

E siccome ci sono sempre due facce in una medaglia, ricordiamoci che essendo nel centro del nostro universo, tante volte non vediamo tutto il resto intorno a noi.

Morale di questo articolo? Io vorrei che fossero queste due cose:

Se vuoi aggiungere altre cose, scrivili per piacere che le condividiamo!

$11.  Metterti nel centro del tuo Universo è “fisiologico”. Come l’universo è disegnato che sia. Non c’è niente di egoista nel farlo o di sentirsi in colpa.

2.  Sapendo che tu sei il centro del tuo Universo, ricordati che c’è tutta una galassia che ti circonda, fa parte del tuo equilibrio e permette di esistere.

Dico sempre che vorrei che la vita sia più lunga, molto più lunga, perché mi piacerebbe fare tante lauree e appartenere a tanti think tanks! Una sarebbe sicuramente di astrofisici e cosmologi…adoro questi discorsi!

Io sono felicissima che facciamo parte della stessa galassia…felice fine settimana!

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Martedì, 24 Giugno 2014 08:40

Voglio invecchiare come Mick Jagger

Domenica sona stata al concerto dei Rolling Stones a Roma. 71 mila persone che arrivano da tutta l'Italia e probabilmente da altri parti del mondo per vedere, sentire e ricordare i vecchi tempi e belle sensazioni grazie a loro e la loro musica.

Nel frattempo negli ultimi mesi mi sta gironzolando in testa il tema della vecchiaia. Del invecchiare più che la vecchiaia. Mi sento stanca, con tanta carne sul fuoco. E la prima volta in vita mia che ogni tanto sento che il corpo non sta dietro tutte le mie idee e cose da fare. Non mi piace, ma così è e mi prendo appunto di questa informazione!

La saggezza della vita e del corpo è magica, come passo a passo, giorno dopo giorno, ci presenta delle situazioni nuove. Questo ci fa porre nuove domande, ragionare in modo diverso e quindi intraprendere nuove azioni.

Certo che il tema dell'invecchiare diventa "spaventoso" se pensiamo alla malattia, al andare in pensione e annoiarci, alla solitudine.

Invece diventa più seducente se pensiamo alle cose che vorremmo fare e che ci entusiasmano, cambia tutto!  Posti da conoscere, nipoti da coccolare, orto da curare, carte da giocare, camminate in montagna...uff, avrei una lista lunghissima da scrivere!

E vero che sarebbe bellissimo fare anche tutte queste cose MENTRE produciamo, e cresciamo figli, e traslochiamo, e assumiamo e licenziamo, e, e, e. Ma, a volte non è possibile farle quanto vorremo e con la spensieratezza e la libertà di avere tanto tempo a disposizione.

Detto questo, immagino che sai già cosa vorrei condividere con te oggi: come, dove, con chi vuoi passare gli anni dorati della vita?

Io voglio correre su e giù dal palco come Mick Jagger. Appena il mio marito Claudio mi chiese a marzo se volevo andare a vedere i Rolling Stones, le dissi subito di si! Avevo l’immagine dell’ultima volta che gli avevo visto a San Francisco nel Voodoo Lounge tour: Mick Jagger che correva da un lato all’altro del palco come niente, per due ore di fila. E questa volta non è stato diverso. Non so niente di cosa ha fatto o non fatto, quanto si allena, ecc. So quello che vedo. E vedo che sul palco spruzza energia. Che i quattro “amici” si divertono”, e che a 70 anni, si possono ancora fare tante cose.

Quello che ci fa invecchiare con voglia inizia a crearsi da adesso. Dalle domande che ci poniamo. Quali affetti stiamo coltivando? Che stile di vita stiamo vivendo? E quali sono i progetti che ci aspettano? Cosa posso finalmente iniziare a fare? Essere, non avere!

Chissà che inizi a suonare in una rock band?!

Grazie "ragazzi" per una serata indimenticabile!

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Martedì, 29 Aprile 2014 13:05

É USCITO IL LIBRO!

Oggi un mio sogno, che poi diventò obiettivo, è diventato realtà.

Il mio primo libro oggi si dovrebbe trovare in tutte le librerie d’Italia!

(sicuramente in quelle on line).

Mai e poi mai avrei immaginato che la prima edizione sarebbe stata in italiano. Mai e poi mai avrei immaginato che la strada che mi ha portato qui oggi, sarebbe stata com’è stata. Eppure, eccomi qua…tutte le strade portano a Roma.

In un modo o l’altro, quando immagini, CREI.

Quando hai chiaro il COSA, il COME arriva.

Quando alleni il tuo muscolo del volere, le cose, le fai accadere.

E, tutto questo, oggi per me è una prova chiara e forte!

La strada non è stata facile, per niente. Ma ne è valsa la pena!

Il trucco è FARE, non aspettar di fare. Certo che a volte aspettare va bene, “raccogliersi” va bene, fermarsi va bene, ma dentro un “bigger picture”, come scrivo nel libro. Dentro una cornice chiamata vita. Una cornice senza confini, perché non sappiamo mai dove le strade ci porteranno, sappiamo solo come ci vogliamo sentire quando saremo arrivati a destinazione.

E di arrivi ne avremo tanti, come di partenze, di strade chiuse e curve strette. Fanno tutte parte del percorso, più o meno tortuoso, della meravigliosa vita.

CREA TE STESSA è nato dai miei 45 anni di esperienza di vita. Di cose che ho imparato sulla mia pelle, da 30 anni di vita professionale, dai 7 anni di cambio d’identità e confusione quando diventai mamma, da viaggi per il mondo, da amori e delusioni, e da tanti altri ingredienti, inclusa pura testardaggine!

Perché dovunque vado, o con qualunque donna parli, le tematiche che si presentano sono le stesse. Le insicurezze, quelle! Le ferite, quelle! Le paure, quelle! I voleri, quelli! I piaceri, quelli!

Continuano a ripetersi e non riusciamo a rompere la catena.

Storicamente facciamo gli stessi errori. Credo che oggi ci sia più consapevolezza di prima e penso che noi donne moderne stiamo cambiando ancora una volta la storia. Stiamo ritornando alla nostra essenza e ad esprimere noi stesse al massimo. A permetterci quello che ci meritiamo. Noi, che siamo creatrici di persone, di idee e ideologie, di abitudini e credenze, di amori e paure, di vita, dobbiamo esserne consapevoli.

Cosa stiamo passando alle generazioni future? In un mondo che cambia velocissimamente, i valori, i comportamenti, le credenze saranno le cose che sosterranno il sistema.

Io sono convinta che siamo noi donne a fare la differenza in questo passaggio.

Ecco perché ho voluto condividere con il mondo quello in cui credo e che sono convinta funziona. Un metodo che ti riporta a ri-innamorarti di te stessa e divertirti nel frattempo. A smettere di fare quello che gli altri si aspettano da te e fare quello che va bene a te, per te e le persone che ami.

Spero ti piaccia e possa esserti utile!

Pubblicato in Italiano
Martedì, 15 Aprile 2014 12:13

Arrenditi e lascia giocare la tua bambina!

Per arrenditi intendo alla perfezione, a voler finire tutto entro sera, a poter mangiare un po’ di più qualche giorno, a non essere pettinata alla perfezione.

Ma più che la fase dell’arresa, vorrei che ci focalizzassimo sul giocare!

Sicuramente vivi in un ambiente dove tutto gira intorno al fare e produrre. È così facile continuare a dire di SI a tutto e tutti. Io in questo periodo mi sento non stanca, esausta! E l’unica informazione che quella sensazione mi da è: FERMATI!

Non posso non farlo, perché mi è arrivato un messaggio chiaro e tondo, ma mi rendo conto che se fosse per me andrei avanti all’infinito.

Quante volte non ascoltiamo questa informazione? Tante. E sapete perché?

     1.Perché tante volte non sappiamo neanche come passare il tempo libero. Ci siamo dimenticate di giocare. Se siamo abituate a uscire dell’ufficio alle 8 di sera per andare cotte a casa a mangiare, guardarci qualcosa in tv e poi a nanna, il giorno che decidiamo di finire presto per avere tempo per giocare, cosa faccio?

“Oops…non lo so!”

E così, continuo a fare quello che è sicuro e comodo, anche se non mi fa bene. È solo questione di abitudine l’andare avanti a fare quello che facciamo, uno schema che ripetiamo e ripetiamo. L’unico modo per cambiarlo e trovare alternative che siano più divertenti e “fare giocare la bambina”!

2.Perché fa figo essere full! Se uno ti chiede: “Come va?”, e tu rispondi: “Benissimo grazie! Oggi sono riuscita a fare anche un riposino dopo la palestra. Meno male che avevo già sistemato tutto a casa per la cena questa sera quindi posso finire il lavoro che ho da consegnare al cliente”, cosa fa la tua interlocutrice? Pensa dentro di sé che sei finta e fai la perfettina. Certo che sto generalizzando, non va sempre così, ma il consenso sociale va più o meno su questa strada e quindi, pur di non sentirci giudicate, giochiamo il gioco degli altri per starci dentro.

E ancora una volta ci comportiamo come gli altri si aspettano, non come vogliamo noi!

Questo non rispetta chi siamo e vogliamo noi e non va di certo verso la strada per CREARE TE STESSA.

La strada per creare te stessa è:

  1. Ricorda di metterti al centro del tuo sistema e chiederti: “Cosa voglio fare IO?”·
  2. Cosa ti diverte fare? Como puoi giocare di più? E fallo! Una cosa alla volta. Anche solo un pranzo con una amica, fare una camminata da sola, prenderti un week-end  a fare la turista spensierata, ballare, cantare, anything. Non dev’essere una cosa impegnativa, anche una piccola azione va bene.
  3. Impara a dire di no dove ti senti di dichiarare i tuoi confini, e dire di si a quello che ti fa bene e meriti.Anche perché quando sei riposata e hai giocato, sei molto più produttiva e presente!

Se ti va, condividi sulla mia pagina di facebook, come stai giocando e creando te stessa…magari puoi ispirare tante altre persone!

Buon gioco e felice Pasqua!

Pubblicato in Italiano
Venerdì, 07 Marzo 2014 10:18

Ti merita?

Molti anni fa, quando vivevo a San Francisco, andavo ogni tanto a trovare mio fratello Gerry che viveva a Los Angeles. Lui aveva un vicino, Alan, che viveva in una piccola casa sotto la sua e ovviamente tutte le volte che andavo lo incontravo.

Ogni volta che ci vedevamo era un nuovo capitolo: il lavoro, l'amore, la città, i viaggi e le attività.

In uno di questi viaggi arrivai innamorata, innamoratissima.

Una storia molto divertente per Alan!

Dopo avergli raccontato la storia ed alcuni dettagli, mi fece una domanda che mi rimase impressa per il resto della mia vita: ti merita?

Plop! Mi fece riflettere!

In quel caso la risposta era si, però molte altre volte sarebbe stato no, solo che non me lo ero mai domandata e finivo così coinvolta in relazioni e situazioni che non erano l'ideale per me.

Situazioni e persone che non mi meritavano.

Quanto tempo e volte avrei evitato di avere il cuore spezzato!

 

Ti meritano le persone e le situazioni che ti stanno attorno?

Permettimi di farti una domanda un po’ più scomoda:

Ti meriti di essere felice?

Meriti di avere una relazione felice?

Meriti di avere molto denaro e di spenderlo come ti pare?

Meriti di essere amata?

La persona più importante che deve meritare il tuo amore sei proprio tu.

Questo è il punto di partenza e la ragione per la quale tante persone non si permettono di essere felici.

Lo vedo spesso con le persone con le quali ho l'onore di lavorare.

La cosa bella è che basta darsi il permesso di meritare la felicità e questa arriva da sola e rapidamente!

Per felicità intendo quello che per ognuno rappresenta la felicità.

Ognuno ha la sua, e ogni giorno cambia in relazione a come cambiamo noi come individui.

Per questo è molto importante che lo standard di valutazione sia il proprio.

Noi donne tendiamo molte volte a dare per sentirci bene o per soddisfare le aspettative degli altri. Di conseguenza facciamo automaticamente delle cose che non necessariamente ci fanno sentire bene.

E poi siamo obbligate a fare i conti con noi stesse.

Ritorno sempre ad uno dei miei punti fondamentali.

Quando hai chiaro chi sei, quello che ti rende felice e cosa vuoi, è molto più facile sapere quando una relazione o una situazione ti merita.

In ogni modo, non fa mai male, prima di dare il tuo amore, tempo o quello che sia, fare un controllo: "Mi merita?” o “lo merita?”

Ti ringrazio per aver letto, è un onore per me meritare il tuo tempo!

Pubblicato in Italiano
Venerdì, 14 Febbraio 2014 11:44

Amarsi un po'

Essere innamorati ci fa sentire così bene! Spesso, quando ci innamoriamo, i problemi che ci hanno perseguitato per tanto tempo sembrano tutto a un tratto svanire. Qualcosa di meraviglioso assorbe tutta la nostra attenzione e loro se ne stanno buoni buoni in un cantuccio.

Innamorarsi è una cosa meravigliosa e può segnare l’inizio di una vera e propria storia d’amore, ma un rapporto duraturo non è frutto del caso, va coltivato. Erich Fromm lo definiva “un atto della volontà”, una capacità che si acquisisce. Se non impari come fare ad amare, è quasi certo che la tua relazione è destinata a dissolversi. È come avere un orto: se lo trascuri, le piante muoiono.

Ecco alcuni suggerimenti che ritengo necessari per alimentare l’amore e farlo crescere:

Esserci Uno degli ingredienti principali dell’amore è la presenza. Ma con questo non intendo solo stare fisicamente con un’altra persona, bensì dedicarle la tua totale attenzione quando sei con lei. Significa capire i suoi sentimenti ed essere consapevole dei suoi bisogni. Significa ascoltarla non solo con le orecchie ma, quel che più conta, con il cuore.

ComprensioneLe nostre azioni hanno quasi sempre una causa ben precisa. Una volta capito questo, possiamo essere molto più comprensivi e amorevoli. Spesso i comportamenti negativi, sia negli adulti sia nei bambini, dipendono dal fatto di non sentirsi amati in modo adeguato. Se riusciamo a capire realmente chi abbiamo di fronte e quali sono i suoi bisogni, siamo in grado di dargli quello che gli serve. Se non riusciamo, proviamo a dirglielo, così anche l’altro si renderà conto che lo capiamo.

Accettare le responsabilitàSe vogliamo restare innamorati, è assolutamente necessario che ognuno di noi si prenda la responsabilità di risolvere i propri conflitti interiori. Non possiamo cambiare il modo in cui siamo cresciuti, ma dipende solo da noi porre rimedio agli effetti negativi che il nostro vissuto esercita sul presente.

Quindi, come dico spesso, se vuoi una cosa, sei tu che devi farla o darla per primo.

Se sei felice, molto probabilmente lo sarà anche il tuo compagno o la tua compagna!

Il sesso non basta. Per gran parte delle coppie il sesso è molto importante per tenere viva la relazione, ma l’amore è ben più di un rapporto fisico. È anche un rapporto emotivo. Se un uomo ignora i bisogni emotivi della moglie e si aspetta un coinvolgimento a letto, è destinato alla frustrazione. Il sesso inizia in cucina alle sei, non in camera da letto alle dieci. Una relazione fisica duratura è il risultato di una relazione emotiva sana e solida.

Dall’altra parte, una moglie che non dimostra alcun interesse per la vita del marito fuori casa, rimane letteralmente sconvolta quando scopre che per una delle ragazze più giovani dell’ufficio non è così. Molti uomini (e anche donne) che si fanno coinvolgere in un rapporto extra-coniugale, non lo fanno tanto per motivi legati al sesso, se non per la ricerca di una compagnia – di qualcuno che stia ad ascoltare e li faccia sentire importanti e stimati.

ROMANTICISMOHo letto la storia di una donna sposata da 25 anni. Un giorno, mentre era in giardino, aveva visto lo sposino che abitava nella casa di fronte rientrare dal lavoro. La moglie si era precipitata fuori dalla porta per salutarlo ed erano rimasti lì abbracciati per un sacco di tempo.

La donna in questione ha imparato la lezione. La sera, quando il marito è rientrato dal lavoro, ha fatto come la sua vicina. Tutti questi piccoli gesti romantici ripagano abbondantemente gli sforzi fatti.

Uomini, non dimenticate che a noi donne piace, di tanto in tanto, ricevere una rosa o altre “piccole cose” che ci fanno sentire importanti e amate. Donne, anche agli uomini piace ricevere qualche piccola attenzione: un messaggino a metà mattina, un nuovo completino intimo da provare la sera stessa.

Il consiglio migliore per tenere vivo il romanticismo? Avere una storia…con il proprio partner!

IMPEGNO L’amore duraturo è l’impegno di una persona imperfetta nei confronti di un’altra persona imperfetta. Questo significa che, succeda quel che succeda, ho scelto di dedicarmi a te e alla tua crescita. Sarò quello che avrai bisogno che io sia – e non necessariamente quello che vorrai che io sia. Se desideri che io sia amorevole e affettuosa, sarò amorevole e affettuosa. Ma se per crescere avrai bisogno che io sia dura e intransigente, allora sarò dura e intransigente. Pur nei limiti delle mie imperfezioni, farò sempre il possibile per essere e fare ciò che è meglio per la tua crescita e per la nostra crescita come coppia e famiglia.

Spiritualità - L’amore non è solo fisico ed emotivo, l’amore è anche spirituale. Il sociologo Steven Nock dell’università della Virginia, ad esempio, ha studiato il legame tra religione (la sfera spirituale) e famiglia ed è giunto alla seguente conclusione: le coppie che coltivano la dimensione spirituale in modo regolare hanno il 42% di probabilità in più di restare sposate rispetto a quelle che non praticano.

Non basta andare in chiesa o meditare insieme per avere un matrimonio felice. È l’impegno che fa la differenza. Il fatto di sentirsi parte di una cosa che va oltre se stessi. Le persone sinceramente impegnate in un cammino di fede hanno il 23% di possibilità in più di vivere un matrimonio “molto felice” rispetto a quelle che non lo sono.

So che questo articolo è più lungo del solito, ma sto parlando di amore!

L’amour, toujours l’amour… Potrei scrivere pagine e pagine!  

Con amore e tanta gratitudine,

Nancy

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Oggi mi fanno male tutti i muscoli del corpo, ed è uno dei dolori più belli!

Il bellissimo dolore di aver sconfitto la pigrizia e aver cominciato ad andare in palestra.

Non avevo scuse. Sì… le classiche… mancanza di tempo, troppo lavoro, bla, bla, bla…

L’unico modo per non avere questa lotta interna è decidere e cominciare a fare qualcosa. Qualsiasi cosa, anche una sola piccola cosa, ma fare qualcosa che porti verso quello che vuoi e che farà andare via il disagio per non averlo fatto.

Se parliamo di muovere il corpo, può bastare fare un giro dell’isolato o andare a piedi a comprare il pane o le sigarette. Nel caso della dieta, eliminare UNA cosa sola dalla tua dieta. Nel caso di trovare lavoro, darti come obiettivo di inviare ‘x’ curriculum al giorno, o aggiornare il tuo profilo di linkedin, o dedicare un’ora al giorno a fare ricerca sul web.

Una cosa alla volta, ma devi partire! Poi ti sentirai benissimo, felice, soddisfatta.

Non lasciarti influenzare dalle persone che si lamentano o ti incitano a procrastinare perché fa comodo a loro.

Come spiega l’autore William Knaus nel suo libro “End procrastination now”, quando siamo di fronte a qualcosa che ci crea la minima scomodità, con tutta probabilità cercheremo di deviare da quel compito. Knaus rappresenta questo impulso come un truffatore che è seduto sulla tua spalla e ti offre diverse scuse e alternative per non fare quello che dovresti. Alla fine ti convince che “domani avrai più voglia di farlo”.

Il fatto è che poi, domani, ti sentirai ancora in colpa o sotto pressione e questo ti toglierà la motivazione per farlo. E’ un circolo vizioso.

La chiave è avere un atteggiamento CONSCIO nei confronti di questo processo. Sei tu che guidi i tuoi pensieri, sentimenti e azioni, e quindi puoi unire i puntini. Così facendo, otterrai maggiore consapevolezza di te stessa.

E questa è la prima cosa per creare dei cambiamenti nella tua vita.

La seconda cosa, come ti dicevo prima, è cominciare!

Sai cosa ho fatto io per assicurarmi di fare attività fisica?

Mi sono impegnata con un personal trainer una volta alla settimana. Una volta sola, ma almeno sono sicura di farlo. So che una volta alla settimana riesco ad andare.

Avere un personal trainer era una delle cose che criticavo pensando che fosse uno spreco di soldi, e se davvero volevo allenarmi, andavo in palestra o a giocare tennis, punto. Be’, anche in questo caso mi sono ricreduta. Per me in questo momento non è uno spreco di soldi, è un investimento sulla mia salute.

Era un obiettivo che mi ero posta nel 2013 e non avevo raggiunto come avrei voluto e quindi è diventato ancora più importante nel 2014.

Cosa è successo da quando ho cominciato ad andare ad allenarmi da lui? Mi sento meglio con me stessa. Sento più energia e quindi mi viene più voglia di fare anche le altre cose. Dove posso, cammino invece di guidare, salgo le scale, e al mattino mi metto a ballare quando sveglio le mie figlie per andare a scuola (ricetta sicura per farle ridere e quindi svegliarsi!).

Hai una cosa che dovresti fare ma non stai facendo? DECIDI di affrontarla.

Basta solo cominciare!

In bocca al lupo e a presto!

Pubblicato in Italiano
Giovedì, 14 Novembre 2013 17:56

Dolori della crescita

Si dice che uno tende a sotto valutare quello che può fare in una vita e sopravalutare quello che può fare in un anno. 

Quanto è vera questa frase!

Sto vivendo le cose che anni fa segnavo nei miei obiettivi. Cose che sognavo.

Concetti che senti, ma non vedi. Cose che sembravano così intangibili, diventano tangibili.

Più passano gli anni, più sposo il concetto che TUTTO TORNA.

Si, tutto torna.

Dico nel senso positivo, e purtroppo anche nel senso negativo.

La bellezza di avere amicizie che durano una vita con persone che magari non vedi per 20, 30 anni e poi quando le ritrovi ti rendi conto che ora la relazione è ancora più forte e più vera di prima.

La soddisfazione di ricevere la chiamata di una persona che un giorno anni fa, ti sentì in un corso e le tue parole i tuoi concetti le rimassero impresi. Talmente impresi che quando diventa direttore in un’altra azienda ti chiama per un evento importante.

La fierezza di vedere le tue figlie (anche se le mie ancora piccole) muoversi nel mondo con fiducia, sicurezza e gentilezza.

La serenità di riconoscere ai propri genitori quanto ti hanno dato e fatto per te.

Dall’altro canto, arrivano anche i “growing pains” li chiamano gli americani. Dolori della crescita. E sono davvero dolori.

Atteggiamenti, delusioni che non ti aspetti. A me è successo e succede ancora,  ma come tutto, mi sta servendo come grande lezione.

Alcune persone festeggiano e sono davvero felici con e per me.

Altre? Altre invece tutto il contrario.

E questa è la cosa che più mi rattrista.

Mi rattrista il fatto che smetto di essere me stessa con alcune persone. La dove potrei aiutarle o supportarle, non lo faccio più, non lo farò più.

Al punto che non racconto più ad alcune persone le cose che faccio o voglio fare. Non sono in grado di gestirlo e ne anch’io.

Ci ho messo un po’, troppo, per arrivarci, ma anche questa è una grande lezione di vita per me e tante altre persone con le quali lavoro e conosco.

E’ che uno vorrebbe che le persone alle quali vogliamo bene, siano felici come noi dei traguardi che raggiungiamo o i cambiamenti che ci prefissiamo. Ma purtroppo non è sempre così.

Le nostre aspettative vengono totalmente troncate!

Le solite aspettative che ci fanno fare tutto da soli. Ci aspettiamo, non accade, rimaniamo deluse. E spesso, questa delusione fa male.

Ricorda che puoi controllare solo quello che fai tu.

E quindi arriva il momento della verità, della realtà, dove devi scegliere cosa dire a chi o fare con chi.

Eh si, mi dispiace. E’ proprio così.

Questo non vuol dire che smetti di vedere o condividere con alcune persone.

Vuole dire che ridimensioni la tua relazione e le tue aspettative. Poi, le cose arrivano da se…TUTTO TORNA!!!

Vorrei che il concetto che voglio passare sia chiaro.

Uno dei motivi più forti per il quale scegliamo di non cambiare e per non fare saltare il nostro sistema, la nostra rete. I nostri amici, famiglia, matrimonio, colleghi. Ma è molto difficile avere tutte le relazioni che soddisfino tutti i nostri bisogni. La dove con alcune persone possiamo condividere alcune cose, lo facciamo. Altrimenti passiamo un momento piacevole e basta, va bene lo stesso.

Le persone vanno e vengono. A quelle a cui tieni di più, gli terrai lo stesso perché sicuramente sarai disposta a fare cose che con altre non faresti.

 

L’importante è che tu abbia ben chiaro cosa vuoi e perché lo vuoi.

 

Andare avanti sulla tua strada. Rimanere coerente con chi sei e cosa vuoi. Perdere persone durante il cammino fa molto male, ma pensa a quelle che conoscerai e con le quali invece crescerai!

Poi, quando ti arrivano i dolori della crescita, fai qualcosa che invece ti fa bene. Coccolati e curati che poi ti passerà.

Pensi a tutto quello che hai fatto fino ad ora? Immagina allora ancora quante belle cose che farai nel futuro!

Buon fine settimana!

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